Lutto nel mondo della musica: all’età di 83 anni se ne è andato Giuseppe Prestipino Giarritta, conosciuto da tutti come Pino Presti.
È morto a 83 anni Pino Presti, nome d’arte di Giuseppe Prestipino Giarritta, musicista, compositore e arrangiatore che ha lasciato un segno nella storia della musica pop, funk e jazz. La sua fama è rimasta in parte legata a quella degli artisti con cui ha collaborato, ma il suo contributo ha attraversato alcune delle registrazioni più significative della musica italiana e internazionale. Come riferisce Rockol, citato anche da Fanpage, la notizia della sua scomparsa è arrivata dopo la celebrazione dei funerali.

Addio a Pino Presti: l’annuncio
Sono ore di grande tristezza per la notizia della morte di Pino Presti. L’uomo, stando a quanto si è appreso, è venuto a mancare all’età di 83 anni. La triste notizia è stata diffusa solo dopo la celebrazione dei suoi funerali. Figlio del violinista Arturo Prestipino Giarritta, Presti si è avvicinato alla musica fin dall’infanzia, studiando pianoforte e teoria musicale. A 17 anni ha scelto il basso, imparandolo da autodidatta e sviluppando uno stile personale. È stato tra i pionieri italiani del basso elettrico e tra i primi musicisti a utilizzare un Fender Jazz Bass.
La carriera e i successi nella musica
Una parte fondamentale della carriera di Presti è legata a Mina, con cui ha lavorato dal 1971 al 1978. Durante questo periodo l’ha accompagnata in studio e dal vivo, occupandosi di arrangiamenti e direzione d’orchestra. Il suo lavoro ha contribuito al suono di brani celebri come “Grande, grande, grande”, “E poi” e “L’importante è finire”. Per la cantante ha inoltre composto quattro canzoni: “Tentiamo ancora”, “L’amore è un’altra cosa”, “Amante amore” e “Bignè”.
Un altro capitolo importante è quello con Astor Piazzolla. Nel 1974 Presti partecipò alle registrazioni di “Libertango”, contribuendo con la propria linea di basso a uno dei brani più conosciuti del compositore argentino. Alla sessione prese parte anche il batterista Tullio De Piscopo.
Nel corso degli anni collaborò inoltre con artisti del calibro di Gerry Mulligan, Shirley Bassey, Quincy Jones, Wilson Pickett, Franco Cerri, Ornella Vanoni e Milva.
Nel 1976 pubblicò “1st Round”, album strumentale che univa funk e sonorità dance, successivamente riproposto in versione rimasterizzata da Planet Records. La sua attività proseguì anche negli anni successivi, tra produzioni, composizioni e nuove edizioni del repertorio funk e disco.
Nel 2013 co-produsse un progetto dedicato a Shirley Bunnie Foy e nel 2014 pubblicò “Deep Colors” con il nome Mad of Jazz. Nel 2026 tornò a proporre la registrazione di “Libertango” con Piazzolla, affiancandola a nuove versioni di brani jazz e colonne sonore.