In casa Juventus si parla di presente con Spalletti ma anche di futuro con la sempre “calda” pista che porterebbe ad Antonio Conte.
I risultati di questo avvio di stagione della Juventus hanno evidenziato grosse problematiche e hanno portato diversi dubbi sulla scelta di determinati giocatori e anche sull’operato di Luciano Spalletti. In questo senso, proprio per la panchina, il nome di Antonio Conte si è fatto sentire spesso nei rumors. A fornire una sua visione è stato Luca Toni a La Gazzetta dello Sport.

Juventus: l’ex Toni su Kolo Muani e Spalletti
Tra i vari passaggi dell’intervista di Luca Toni a La Gazzetta dello sport, quello legato a Kolo Muani e alle prestazioni poco convincenti. In particolare, l’ex giocatore ha fatto un confronto con Pellegrino, in estate accostato ai bianconeri: “A me piace più Kolo Muani. Il francese non è un killer, ma è un signor attaccante: può giocare al centro o più largo, ma le sue reti le farà ”, ha detto.
“Me ne aspetto una ventina. Pellegrino è generoso e forte di testa, però deve provare a inventarsi qualche gol in più. Così è un centravanti da 10-15 reti a campionato, ma evolvendosi può crescere”, ha spiegato ancora Toni.
Cosa farebbe Conte in bianconero
Interessante anche il “capitolo” allenatore con le voci su Antonio Conte sempre all’ordine del giorno: “Anche Spalletti è un allenatore esperto e vincente. Antonio riporterebbe il dna Juve, che adesso manca, ma faticherebbe anche lui a vincere con questi infortuni“, ha detto Toni.
E sul DNA Juve: “(intendo ndr) Vincere ad ogni costo. È lo stesso dna del Bayern. In una delle prime partite a Monaco, giochiamo benissimo ma pareggiamo. Al rientro negli spogliatoi, Oliver Kahn è furibondo e mi dice: ‘Al Bayern conta solo vincere i trofei, i pareggi sono sconfitte’…”