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Abderrahim Fakir morto ammanettato dalla polizia a Bologna: i fatti
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Morto ammanettato dalla polizia: le urla, la richiesta di aiuto. La verità nelle bodycam

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Un episodio su cui andrà fatta chiarezza: la morte di Abderrahim Fakir, morto ammanettato dalla polizia a Bologna.

Le urla di Abderrahim Fakir, 43 anni, sono state immortalate in un video girato durante l’intervento delle forze dell’ordine al Pilastro, quartiere di Bologna, dove l’uomo ha perso la vita il 19 luglio. Nelle immagini si sentirebbero chiaramente le sue richieste di aiuto mentre tre persone cercano di immobilizzarlo: due agenti di polizia lo tengono a terra, rivolto a faccia in giù, cercando di ammanettarlo con le mani dietro la schiena, mentre un terzo uomo, presumibilmente un residente, gli blocca le gambe. I fatti sono sotto la lente di ingrandimento dopo che l’uomo è morto durante questo intervento durato alcuni minuti.

volante della polizia
volante della polizia – newsmondo.it

La ricostruzione dell’accaduto: la morte di Abderrahim Fakir

Secondo quanto ricostruito, l’uomo si trovava nel quartiere per fare visita ad alcuni familiari. All’arrivo della polizia e del personale del 118, gli agenti avrebbero tentato di calmarlo, ma la situazione sarebbe degenerata quando Abderrahim Fakir avrebbe reagito con aggressività. Per fermarlo sarebbe stato utilizzato prima lo spray al peperoncino e poi la tecnica di immobilizzazione a terra, con polsi e caviglie bloccati. Durante l’intervento, il 43enne ha continuato a gridare “aiuto” e “basta” fino a quando ha perso i sensi.

Il ruolo delle bodycam della polizia

Sulla vicenda è intervenuto Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp, invitando a evitare giudizi affrettati e polemiche sui social. Ha sottolineato che sarà l’autorità giudiziaria a ricostruire con precisione i fatti e che le registrazioni delle bodycam indossate dagli agenti rappresenteranno un elemento decisivo per chiarire l’accaduto.

Anche la Questura di Bologna ha confermato che i filmati saranno messi immediatamente a disposizione degli investigatori. La sorella di Fakir ha espresso dolore e indignazione, sostenendo di voler ottenere giustizia per il fratello e affermando che solo gli agenti conoscono quanto realmente accaduto. Ha inoltre parlato di presunte aggressioni e della presenza di testimoni. “Non sappiamo cosa è successo, lo sanno loro, la Polizia. A noi è arrivata la chiamata che è morto. Lo hanno ammanettato ed è morto. Lo hanno aggredito loro. Lo hanno ammazzato e picchiato, ci sono testimoni“, ha detto. Dopo la tragedia, numerosi residenti del quartiere sono scesi in strada manifestando la propria rabbia e intonando cori di protesta contro la polizia

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ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2026 8:52

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