Abusi in un asilo di Arezzo, spunta il fantasma di Bibbiano

Arezzo, il fantasma di Bibbiano sugli abusi all’asilo

Abusi in un asilo di Arezzo, spunta il fantasma di Bibbiano. Il perito che accusava il bidello assolto è finito al centro del caso ‘Angeli e demoni’.

AREZZO – Abusi in un asilo di Arezzo, spunta il fantasma di Bibbiano. Secondo quanto riportato da La Nazione, la perizia del pubblico ministero che accusava il bidello delle violenze era firmata da Claudio Foti. Nulla di strano fino a qui. Ma nelle ultime settimane il psicoterapeuta è finito nella bufera per l’inchiesta ‘Angeli e demoni’ che ha portato la Procura ad emettere un mandato di custodia ai domiciliari nei suoi confronti.

Una vicenda che potrebbe cambiare completamente la posizione del bidello e soprattutto riaprire l’indagine. Il 17 ottobre, infatti, è previsto il processo di secondo grado con l’imputato che dovrà difendersi dalle accuse di violenza sessuale che in primo grado potevano costargli una richiesta di pena di 13 anni. Ma ora la situazione è completamente cambiata e il Tribunale potrebbe chiedere dei nuovi accertamenti.

Bambini in tribunale?

Nelle prossime settimane potrebbero essere ascoltati in Aula. La Corte d’Appello, infatti, ha ordinato una perizia che ha disposto come la capacità di intendere dei bambini di allora deve essere verificata per caso per caso. Una vicenda non ancora chiusa ma il fantasma di Bibbiano potrebbe confermare la sentenza di primo grado (assoluzione per il bidello) o riaprire l’indagine.

Tribunale
fonte foto https://twitter.com/marziadegiuli

Il ruolo di Foti

Il coinvolgimento di Claudio Foti nell’indagine di Bibbiano potrebbe avere dei risvolti importanti anche ad Arezzo. La posizione del psicoterapeuta in questa indagine sarà vagliata nelle prossime ore e l’uomo potrebbe essere ascoltato in Aula.

Il fantasma di Bibbiano arriva sulla vicenda degli abusi negli asili dell’Aretino. Al centro dell’indagine un bidello con la perizia firmata dal psicoterapeuta coinvolto nell’indagine ‘Angeli e Demoni’ e ora agli arresti domiciliari. In primo grado l’imputato è stato assalto nonostante la richiesta della Procura di una condanna di 13 anni.

ultimo aggiornamento: 24-09-2019

X