Gli Accordi di Dayton pongono fine alla sanguinosa Guerra dei Balcani. Il 21 novembre 1995, Milosevic, Izetbegovic e Tudjman firmano la pace.

Sono passati 25 anni fa dagli Accordi di Dayton. L’intesa pose fine alla sanguinosissima Guerra dei Balcani, combattuta dalle ex repubbliche jugoslave dal 1992 al 1995, lasciando a terra circa 100 mila morti.

Accordi di Dayton, i firmatari

L’intesa, conosciuta anche come Protocollo di Parigi, fu stipulato tra il 1° ed il 21 novembre 1995 nella base aerea USAF Wright-Patterson di Dayton, in Ohio.
Ai colloqui parteciparono tutti i più importanti rappresentanti politici della regione: Slobodan Milosevic, presidente della Jugoslavia e rappresentante degli interessi dei Serbo-bosniaci (Karadzic era assente), il presidente della Croazia Franjo Tudjman e il presidente della Bosnia Erzegovina Alija Izetbegovic. La conferenza di pace fu guidata dal mediatore statunitense Richard Holbrooke, assieme all’inviato speciale dell’Unione Europea Carl Bildt e al viceministro degli esteri della Federazione Russa Igor Ivanov.

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Fine della Guerra dei Balcani

L’accordo (formalizzato a Parigi il 14 dicembre 1995) sanciva l’intangibilità delle frontiere, uguali ai confini fra le repubbliche federate della RSFJ, e prevedeva la creazione di due entità interne allo Stato di Bosnia Erzegovina: la Federazione Croato-Musulmana (51% del territorio nazionale, 92 municipalità) e la Repubblica Serba (RS, 49% del territorio e 63 municipalità). L’accordo prevede il passaggio, o meglio il ritorno, della Slavonia Orientale alla Croazia, occupata fino alla fine della guerra dalle forze serbe. Le due entità create sono dotate di poteri autonomi in vasti settori, ma sono inserite in una cornice statale unitaria.

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