Accuse di molestie sessuali, azionista fa causa a Google

Google, omertà e ricche buonuscite per coprire le molestie sessuali: azionista fa causa

Accuse di molestie sessuali in Google, un azionista fa causa alla Alphabet. Omertà e buonuscite milionarie per evitare gli scandali (e ripercussioni economiche).

Esplode nuovamente il caso legato alle molestie sessuali in Google. Un azionista ha infatti deciso di fare causa alla Alphabet, casa madre del gigante della rete. Stando all’azionista, Google avrebbe coperto con l’omertà e ricche buonuscite diversi casi (o presunti tali) di molestie sessuali.

Accuse di molestie sessuali in Google, azionista fa causa alla Alphabet, società che gestisce il gigante del web

James Martin, l’azionista che ha deciso di fare causa, ha deciso di agire legalmente contro Google partendo dall’ipotesi – o meglio dall’accusa – che i fondatori del colosso del web abbiano consapevolmente e volontariamente coperto alcuni funzionari accusati di molestie sessuali. Secondo Martin, quella messa in piedi sarebbe stata una vera e propria macchina dell’omertà per evitare scandali che avrebbero potuto avere ripercussioni importanti anche sul piano economico.

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Terremoto in Google dopo il caso Andy Rubin, accusato nel 2004 di violenze sessuali. Il creatore di Android fuori dalla società con una buonuscita da 90 milioni

La questione era stata aperta mesi fa dal New York Times che, al termine di un’inchiesta giornalistica, aveva puntato i riflettori sul caso Andy Rubin, il papà di Android, accusato da una dipendente, ritenuta attendibile da Google stessa. Rubin avrebbe lasciato la nota azienda dietro un pagamento stellare di novanta milioni, un comportamento definito poco etico da parte dell’opinione pubblica che ha interpretato la scelta dei vertici di Google come un tentativo di insabbiare la vicenda placando il clamore mediatico dilagante in America e all’estero.

ultimo aggiornamento: 11-01-2019

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