Eletto il nuovo capo dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale e per il contrasto alla pandemia, Tommaso Petroni.

Il generale Francesco Figliuolo, dal primo aprile, non sarà più a capo dell’Unità per il contrasto all’emergenza Covid-19. Lo stato d’emergenza, prorogato fino a fine marzo, si concluderà infatti con l’ultimo giorno di marzo. Al posto dell’attuale struttura commissariale al cui capo vi era Figliuolo, nasce una “Unità di crisi” alla Presidenza del Consiglio. Il compito di tale Unità? Traghettare competenze, ruoli e funzioni da una gestione straordinaria alle ordinarie procedure ministeriali. Al posto di Figliuolo, dunque, si insedierà Tommaso Petroni a capo della struttura.

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Il nuovo capo dell’Unità

Dunque, il nuovo capo di tale Unità è Tommaso Petroni, brigadiere generale dell’Esercito. Sarà lui a prendere il posto del generale Figliuolo. la nomina è arrivata nella giornata di oggi, mercoledì 30 marzo. Petroni, attualmente, è il responsabile della logistica alla struttura commissariale Covid-19. Da ciò, si è scelto il suo profilo per garantire continuità in questa seconda fase dell’emergenza. Bisogna, comunque, assicurare la funzionalità continua delle attuali procedure. E non si tratta solo di vaccini. Figliuolo, infatti, ha gestito la contrattualistica dei vari farmaci Covid-19, nonché tutti i dispositivi sanitari come guanti e mascherine. Ma non solo. Figliuolo ha anche gestito il potenziamento degli ospedali e l’amministrazione dei magazzini.

Francesco Paolo Figliuolo
Francesco Paolo Figliuolo

L’intesa tra Difesa e Salute

Come si dice nel gergo delle Forze Armate, Tommaso Petroni è un “logistico”. La sua esperienza è maturata proprio sul campo dell’emergenza Covid. La sua nomina è partita dal suggerimento di Lorenzo Guerini, ministro della Difesa. Al vertice dell’Unità anti-Covid, però, ci sarà anche un alto dirigente della Salute. Parliamo probabilmente di Giovanni Leonardi. Il tandem avrà un valore strategico: bisognerà impostare sin da subito la transizione al regime ordinario. Al primo gennaio 2023, infatti, tutto dovrà confluire al dicastero della Salute.

Risorse ingenti per i vaccini

Il generale Figliuolo, alcune settimane fa, aveva indicato al ministro Speranza cifre nette, spese per i vaccini e i farmaci. Parliamo di 5,05 miliardi di euro spesi. Saranno giacenti, alla scadenza del 31 marzo, ben 2,5 miliardi. Il generale scrive che saranno versati sul conto di Tesoreria. Vi è inoltre un ordine a Pfizer e uno a Reithera – il vaccino prodotto in Italia. Bisogna, da ciò, stanziare somme più ingenti. Parliamo di 1,4 miliardi tra 2023 e 2024.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 30-03-2022


Il codice “a colori” va in pensione: cambio di rotta negli ospedali lombardi

Covid, aumentano i ricoveri: +8,6% questa settimana