Aggressione omofoba a Torino, gay picchiato nel cortile di casa

A Torino un gay è stato picchiato a sangue da un branco nel cortile di casa. La denuncia della vicenda è stata fatto dalla stessa vittima sui social.

TORINO – Ennesima aggressione omofoba in Italia. Questa volta a finire nel mirino di un branco è stato un uomo gay di 53 anni, preso a calci e pugni nel cortile del proprio condominio perché non aveva la sigaretta. La vicenda è stata raccontata dalla stessa vittima sui social.

Gli inquirenti stanno cercando di risalire all’identità degli aggressori ma non sarà semplice visto che i testimoni non hanno intenzione di parlare, come conferma Torino Pride: “I rapporti con il vicinato – riporta Repubblicanon sono mai stati ottimi ma dopo questa aggressione si è arrivato ad un punto di non ritorno. Non è concepibile che ragazzi e madri di famiglia gridino a Leonardo ‘ricchione di m**** scendi che ti ammazziamo, le persone come te vanno bruciate“.

Carabinieri
Carabinieri (fonte foto https://www.facebook.com/carabinieri.it)

Aggressione omofoba a Torino, 53enne picchiato a calci e pugni

La vicenda si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 2 gennaio. Come raccontato dalla stessa vittima, il 53enne stava salendo dal compagno quando un gruppo di ragazzi lo hanno fermato chiedendogli una sigaretta. Alla risposta negativa è partito il linciaggio con calci e pugni al grido “brutto ricchione, ti ammazziamo“. Nessuno è intervenuto, solamente il fidanzato è riuscito a chiamare i carabinieri e a fare scappare il branco.

Portato in ospedale i medici gli hanno dato una prognosi di 30 giorni dovuta alle diverse lesioni, ecchimosi e fratture al setto nasale. Una vicenda non semplice da dimenticare con la vittima che ha voluto raccontare tutto sui social per mettere in guardia tutte le persone da queste aggressioni omofobe. Gli inquirenti sono al lavoro per risalire al branco che lo ha picchiato senza un apparente motivo in un ambiente che non ha alzato un dito per difenderlo.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/carabinieri.it/

ultimo aggiornamento: 04-01-2019

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