Airbnb, la vacanza è in un’app

Dilaga anche in Italia il fenomeno Airbnb: le vacanze sono in casa d’altri. Occasioni e rimorsi di un’app che sta rivoluzionando un sistema

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È davvero il caso della tecnologia che ti semplifica la vita. In questo caso, la vacanza. Si tratta di Airbnb, fondata nell’agosto del 2008 e con sede principale a San Francisco, portale basato su una solida community e su cui le persone possono pubblicare, scoprire e prenotare alloggi unici in tutto il mondo, anche dal proprio smartphone o tablet semplicemente scaricando l’app dedicata.

Un sito per l’affitto di case vacanze come tanti altri? Non proprio: le cifre, in costante ascesa, sono più che indicative, visto che gli ospiti del portale sono stati sono oltre 40 milioni, le città in cui è attivo oltre 34.000 e i paesi 190. E sicuramente ora di fronte a questo successo ad avere i maggiori rimorsi sono senza dubbio alcuni investitori della Silicon Valley, che sette anni si rifiutarono di entrare con una quota di 150mila dollari. Davvero nulla in confronto alle cifre che in questo momento avrebbero potuto avere in tasca: milioni. bAsti dire che il Financial Times ha recentemente fissato il valore di AirBnb a quota 25,5 miliardi di dollari.

Ma Airbnb è più di un miracolo della Silicon Valley. Oggi è davvero una realtà in grado di creare solide e concrete occasioni anche in Italia. Per esempio: volete affittare casa vostra su Airbnb ma non avete sufficiente tempo per seguire i vostri ospiti passo passo? Ci pensa una neonata società, tutta italiani, fondata da due turisti nostrani dopo le disavventure vissute durante una vacanza in Brasile. Il sito è Bnbsitter e propone ai proprietario delle case quattro differenti tipologie di servizio, che includono, a seconda della formula scelta, l’accoglienza degli ospiti, la sistemazione, il controllo dello stato dell’appartamento al termine del soggiorno. Insomma: tutto quanto serve per lasciare il proprietario senza alcun gratta-capo.