Al volante dell’Alfa Romeo Giulia TZ

Abbiamo provato a Balocco l’Alfa Romeo Giulia TZ del museo Storico Alfa Romeo, straordinaria vettura da corsa realizzata dall’Auto Delta nei primi anni Sessanta. Dominò la scena nelle competizioni della Categoria Gran Turismo.

L’Alfa Romeo Giulia TZ è senza dubbio una delle più belle e affascinanti vetture da competizione realizzate dall’Auto Delta con la collaborazione di Zagato, ideatore della sua particolare e celebre carrozzeria. Abbiamo provato l’esemplare conservato al museo di Arese e curato da Automobilismo Storico Alfa Romeo. Tester d’eccezione: Simone Tacconi, gentleman driver e organizzatore di Bergamo Historic Gran Prix.

«Bisogna farlo girare in alto». È l’unico consiglio che mi danno Roberto Cavaliere e Giuseppe Baglì, entrambi dell’officina del museo prima di scendere dalla vettura e lasciarmi il posto di guida. All’inizio mi sento un po’ impacciato. Confesso che è la prima volta che guido una TZ. L’abitacolo, visto dall’esterno, mi sembrava piccolo e con un tetto basso, basso. In realtà avvolge il pilota come “un vestito di pelle”. Tutto è sotto controllo in una posizione ottimale.

La frizione è morbida e il cambio dolce e preciso negli innesti. In pochi metri si capisce che, se non si vuole fare singhiozzare e annaspare il motore, occorre evitare di scendere sotto i 4.000/4.500 giri. Dopodiché inizia il divertimento… “pam…pam” le marce entrano una dietro l’altra che è un piacere. La guida è semplice e intuitiva. Lo sterzo è leggero e preciso. L’insieme appare estremamente fluido. Anche la frenata e dolce e progressiva. Dopo un primo giro a “velocità di passeggio” per tentare di memorizzare il tracciato ricco di curve e chicane, alcune decisamente impegnative, premo sull’acceleratore.

La risposta è immediata, quasi rabbiosa. Sul lungo rettilineo affondo a chiodo: 160, 170, 180, 190, 200… la lancetta del tachimetro supera i 210 km/h, ma poi devo attaccarmi ai freni per affrontare la staccata. Non c’è alcun servofreno e la corsa del pedale è ridotta. Il retrotreno “scodinzola”, ma la vettura non si scompone. Il circuito è molto bello e guidabile, se affrontato con decisione diventa decisamente impegnativo. In una curva a “rampino” mi trovo in uscita con la macchina di traverso. Ma torna, apparentemente senza sforzo, in traiettoria.

La leggerezza e la fluidità sono sorprendenti. Imparato a controllare il sovrasterzo, e mantenendosi sopra i 5.000/5.500 giri, c’è da divertirsi. I cambi di traiettoria nelle chicane particolarmente tecniche sono immediati e precisi. Viene naturale cercare il cordolo in appoggio per sfruttare al

meglio l’esuberante potenza a disposizione. Non c’è da meravigliarsi se nei suoi anni d’oro era considerata tra le migliori vetture della Categoria Gran Turismo presenti sul mercato.

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Simone Tacconi impegnatissimo nel controllare la TZ a Balocco.

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@foto Paolo Maggi

ultimo aggiornamento: 13-02-2015

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