Aleppo, colpi di arma da fuoco su un convoglio per il trasporto dei feriti

Aleppo, quattro civili uccisi: colpi di arma da fuoco su un convoglio utilizzato per l’evacuazione dei cittadini

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Tra spiragli di tregua e lo scoppio di bombe, le strade di Aleppo continuano a macchiarsi del sangue dei civili, intrappolati in una città distrutta e teatro di scontri a fuoco. Ieri la ripresa dei combattimenti e dei bombardamenti hanno impedito il raggiungimento di un nuovo accordo tra Russia e Turchia per l’evacuazione della popolazione, anche se in serata i principali gruppi ribelli avevano annunciato il raggiungimento di un’intesa per proseguire i lavori per mettere in salvo i civili.

Assalto al convoglio destinato al trasporto dei feriti

Questa mattina colpi di arma da fuoco hanno colpito un convoglio destinato all’evacuazione dei civili causando la morte quattro persone e ferendone altre quattro. Secondo le prime ricostruzioni, ad aprire il fuoco sarebbero state le forze governative o lealiste.

Al momento l’evacuazione ancora non è avvenuta nelle zone controllate dai ribelli, e dal ministero della Difesa russo fanno sapere che, su ordine di Putin, si starebbe preparando un  piano d’azione per trarre in salvo dalle zone di guerra i miliziani e le loro famiglie che vivono nei quartieri orientali di Aleppo.

Il corridoio della salvezza

Secondo il piano originario, la tregua avrebbe dovuto permettere il trasferimento dei civili rimasti senza cibo né acqua a causa dei bombardamenti. Dopo il trasferimento di malati e feriti sarebbe dovuto iniziare quello dei civili, ma il nuovo attacco delle forze lealiste ha nuovamente interrotto il lavoro delle organizzazioni umanitarie che sarebbe dovuto durare due o tre giorni.