Alfa Romeo Giulia: la storia

L’Alfa Romeo Giulia è stata non soltanto il modello di maggiore successo della Casa del Biscione, ma ha rappresentato la vettura di riferimento del miracolo economico italiano.

Per gli alfisti doc di lunga data, per giunta lombardi altrettanto doc, l’Alfa Romeo Giulia, è l’ultima “vera” Alfa. Nasce il 27 giugno 1962 all’autodromo di Monza in un’Italia che si è da poco scrollata di dosso gli orrori e gli strascichi della guerra, ha voglia di crescere, ed in fretta. Soprattutto al Nord è una vera frenesia, le industrie marciano a pieno ritmo e si respira un’aria di un relativo benessere economico non soltanto nelle classi più agiate. L’auto è lo status symbol per eccellenza della media borghesia. È a questa che si rivolge in primo luogo l’ultima nata della Casa del Biscione. Deve soddisfare un sempre maggiore numero di italiani, ormai “auto dipendenti”, che si apprestano a scegliere la seconda auto della loro vita, facendo un salto di qualità dalla prima piccola “utilitaria” a una prestigiosa berlina di media cilindrata.

La progettazione della Giulia all’interno dell’ufficio Stile Alfa Romeo diretto da Giuseppe Scarnati e Ivo Colucci sotto la guida dell’ingegnere Orazio Satta è stata lunga e laboriosa. La Giulia deve prima affiancarsi e poi sostituire la Giulietta, vettura di punta e di grande successo del Biscione, una impresa non facile. Ed infatti il debutto non è quello che si può definire un trionfo. La stampa e gli addetti ai lavori l’accolgono con grande interesse ponendo l’accento sulle numerose innovazioni tecniche ed estetiche. Ma sono proprio quest’ultime ad apparire difficili da digerire ad un pubblico abituato alle voluttuose e sinuose forme della Giulietta e delle altre vetture che l’hanno preceduta.

L’Alfa Romeo Giulia con la coda tronca, le fiancate dritte segnate da solchi laterali, il cofano spiovente, il parabrezza e il lunotto arrotondati – il primo è pure inclinato, una soluzione che non si è mai vista -, è qualche cosa di completamente nuovo che come tutte le novità dirompenti e di rottura lascia perplessi. Eppure la Giulia è una delle prime auto di serie a essere progettata utilizzando la nuovissima galleria del vento del Politecnico di Torino, dalla quale esce con un Cx (coefficiente di penetrazione) di soli 0,34, da fare invidia a molte delle più prestigiose sportive dell’epoca. Inoltre è la prima auto italiana pensata per la protezione passiva degli occupanti in caso di incidente. L’abitacolo, più rigido, è contornato da elementi capaci di assorbire in modo progressivo gli urti frontali. In più è già predisposta per il montaggio delle cinture di sicurezza.

Gli interni sono pensati per la famiglia, i posti sono infatti sei, tre davanti e tre dietro. Per questo il cambio a cinque marce è con leva al volante. Il meglio però è sotto il cofano. Il già celebre motore quattro cilindri bialbero della Giulietta, montato in posizione longitudinale e portato a una cilindrata di 1570 cm3, sviluppa 92 CV a 6000 giri/min. Ciò che consente una velocità massima di oltre 175 km/h e uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 13,7 secondi.

La prima nata è siglata TI (Turismo Internazionale), ma più che una tranquilla turismo l’Alfa Romeo Giulia si rivela subito una sportiva di razza. In azione quel muso con la mascherina a righe in acciaio cromato che ingloba i quattro fari in uno sguardo felino, diventerà presto inconfondibile. Gli anabbaglianti esterni più grandi degli abbaglianti interni e, al centro, la mitica calandra a scudetto dell’Alfa faranno scuola e saranno il marchio di fabbrica di una numerosa, ricca e fortunata famiglia di vetture straordinarie. Il successo commerciale sarà senza precedenti. Se il volume di vendita della Giulietta raggiunge i 180.000 esemplari quello della Giulia supererà le 570.000 unità, quota che va ben oltre il milione se si si considerano anche le derivate coupé e spider.

L’Alfa Romeo Giulia diventa in brevissimo tempo la vettura per antonomasia dell’Alfa, simbolo stesso dell’Italia del benessere. Pantera per la Polizia, Gazzella per i Carabinieri, auto di famiglia e da corsa. Difficile fare di meglio e di più.

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ultimo aggiornamento: 25-06-2015

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