Omicidio Alice Scagni: cosa ha raccontato il marito

Omicidio Alice Scagni: cosa ha raccontato il marito

Il marito di Alice Scagni ha rilasciato la sua deposizione aiutando a realizzare un quadro psicologico di Alberto, fratello della moglie.

Gianluca Calzona, 35 anni, era il marito di Alice Scagni. La ragazza di Genova, aveva 34 anni ed è stata assassinata nella notte della domenica del 1 maggio, con 19 coltellate.

L’uomo ha rilasciato una deposizione agli inquirenti raccontando la situazione di disagio vissuta da lui e sua moglie negli ultimi dieci anni. Stando alle dichiarazioni di Gianluca Calzona, il fratello della vittima perseguitava i due coniugi ormai da parecchio tempo. Gli inquirenti hanno raccolto le dichiarazioni nel verbale dell’inchiesta, per poi metterle agli atti.

sirene Polizia

La deposizione di Gianluca Calzona

Il coniuge ha raccontato di aver parlato ad Alice della sua volontà di andarsene dal paese. “Vivevamo nella costante paura di trovarci Alberto fuori dalla porta. Per questo motivo avevo proposto ad Alice di trasferirci in una casa di villeggiatura della mia famiglia, a lui sconosciuta, ma lei aveva sempre rifiutato. Gli voleva bene, era convinta che non l’avrebbe mai toccata”.

E continua: “Ho conosciuto Alice nel 2010 e ci siamo sposati nel 2018. Il fratello, Alberto appunto, soffriva di crisi epilettiche. È una persona che si vanta molto, per ogni cosa, come ad esempio il fatto di praticare arti marziali, di usare e vendere varie droghe, che in alcuni frangenti mi è capitato di vedere”. Difatti, nell’abitazione del fratello le forze dell’ordine hanno rinvenuto e sequestrato alcune sostanze stupefacenti.

Il tracollo della situazione psicologica di Alberto

Il quadro psicologico dell’uomo ha subito un declino a partire dal 2013, anno in cui è stato lasciato dalla sua ormai ex fidanzata. “Dopo essere stato lasciato dalla fidanzata, si era licenziato dal lavoro e da lì in avanti aveva subito un vero e proprio tracollo – racconta – non era più riuscito a lavorare e viveva solo grazie agli aiuti dei genitori, che colpevolizzava per la sua situazione economica. Inoltre, i suoi problemi di dipendenza dall’alcol e dagli stupefacenti avevano subito un peggioramento”.

“Nel 2015 la nuova fidanzata di Alberto aveva mandato un messaggio ad Alice, dicendole che suo fratello aveva tentato di strangolarla. Circa due anni prima invece, la madre era riuscita a fargli avere un lavoro in uno studio legale, ma dopo sei mesi lui era stato allontanato perché ritenuto inaffidabile. La scorsa estate gli era stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza e, in quell’occasione, si era vantato dicendo di essere scappato e che le forze dell’ordine avevano faticato a prenderlo, nonostante il suo tasso alcolemico fosse elevato”.

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