Con l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, i cyberattacchi agli enti pubblici sono aumentati considerevolmente.

Stando ai dati forniti in seguito ad una ricerca condotta da Sophos, quasi il 75% degli enti pubblici locali sarebbe stati vittima di cyberattacchi, subendo la cifratura dei propri dati. Nel 2021, il 58% degli enti ha subito un attacco. Si tratta di un dato in forte crescita, paragonato al 34% registrato nel 2020.

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Le “armi statali”

Di questi attacchi cyber, il 72% è riuscito a criptare i dati degli enti colpiti. Anche i ricercatori di Check Point Software hanno condotto una ricerca sugli attacchi informatici, avvenuti stavolta nel primo semestre del 2022. Secondo quanto evidenzia il report, ci sarebbe stato un aumento delle “armi statali”.

Si tratta di malware utilizzati da cybercriminali finanziati dai governi per colpire altri Paesi. I ransomware costituiscono la minaccia più importante. Nella fattispecie, si tratta di un tipo di malware che limita l’accesso del dispositivo che infetta.

hacker

Viene richiesto un riscatto da pagare per rimuovere la limitazione. Alcuni ransomware bloccano il sistema e richiedono all’utente di pagare per sbloccare il sistema. Altri ancora invece cifrano i file dell’utente chiedendo di pagare per riportare i file cifrati in chiaro.

Alla luce dei dati emersi in seguito alle indagini sui cyberattacchi, anche le previsioni per la seconda metà dell’anno non presagiscono niente di buono. Per limitare i rischi, è fondamentale l’installazione di un antivirus: uno tra i più efficaci è Avast Premium Security.

Difatti, ad essere presi di mira dai cybercriminali non sono solo gli enti pubblici, ma anche i computer dei privati. Questo tipo di attacco esiste da parecchi anni, ma con lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina sono considerevolmente aumentati.

Le più grandi organizzazioni di cybercriminali sono proprio russe. Alcuni di loro vengono finanziati direttamente dalle agenzie federali. Il gruppo russo KillNet, è stato protagonista di diversi attacchi ai sistemi informatici dei maggiori siti istituzionali italiani. Gli attacchi di tipo Ddos (Distributed denial of service), hanno minacciato la sicurezza della nazione riuscendo a penetrare nei sistemi informatici italiani.

Le conseguenze dei precedenti attacchi hacker

A seguito degli attacchi perpetuati qualche tempo fa all’interno dei siti istituzionali, la procura di Roma, dopo aver aperto un fascicolo d’indagine, ha delegato gli accertamenti agli specialisti della Polizia postale. Secondo quanto emerso dalle indagini della cybersicurezza nazionale, gli attacchi degli hacker hanno lo scopo di rendere inaccessibili i siti per un determinato periodo di tempo. La buona notizia, è che gli attacchi Ddos non possono intaccare l’integrità dei sistemi. Alla luce di queste informazioni, le aziende e le istituzioni sono comunque in stato di massima allerta e si stanno adoperando per aumentare le difese contro il rischio di intrusione.

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ultimo aggiornamento: 12-10-2022


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