Allarme della Dia, con il Covid la mafia mette le mani nel settore sanitario e nella green economy

Allarme della Dia, con il Covid la mafia mette le mani nel settore sanitario e nella green economy

La Direzione investigativa antimafia lancia l’allarme circa le possibili infiltrazioni dei clan nei settori economici maggiormente richiesti nel periodo della pandemia.

L’ultima relazione semestrale della Dia non lascia dubbi: è forte il rischio di infiltrazioni mafiose nei settori sui quali si concentreranno le risorse pubbliche per far fronte alla pandemia.

Dia, pericolo nei settori sanità e green economy

Che la pandemia del Covid-19 rappresentasse una grande opportunità per la mafia era già stato sottolineato nella scorsa primavera. Ora, con i miliardi di soldi che arriveranno dall’Europa, la direzione investigativa antimafia teme che lo snellimento delle procedure d’affidamento degli appalti e dei servizi pubblici comporterà “seri rischi di infiltrazione mafiosa dell’economia legale, specie nel settore sanitario“. Inoltre, è facile immaginare che i clan tentino anche di intercettare i finanziamenti per le grandi opere e la riconversione alla green economy.

https://www.youtube.com/watch?v=_aARtiwyU60&ab_channel=IlSole24ORE

Il “welfare mafioso”

Sempre nella relazione, emerge come le cosche – grazie alla loro liquidità – negli ultimi mesi abbiamo adoperato per accrescere il loro consenso sociale, anche attraverso forme di assistenzialismo a privati e imprese in difficoltà, con il rischio che le attività imprenditoriali medio-piccole “possano essere fagocitate nel medio tempo dalla criminalità, diventando strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti“. Una sorta di welfare mafioso. Diventa pertanto fondamentale, si legge nella relazione della Dia, “intercettare i segnali con i quali le organizzazioni mafiose punteranno, da un lato, a ‘rilevare’ le imprese in difficoltà finanziaria, esercitando il welfare criminale ed avvalendosi dei capitali illecitamente conseguiti mediante i classici traffici illegali; dall’altro, a drenare le risorse che verranno stanziate per il rilancio del Paese“.