Allarme immigrazione: chiusa la stazione di Budapest

In mattinata il blocco della stazione di Keleti a Budapest, dopo l’arrivo, ieri, di oltre 3.600 immigrati a Vienna

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Il caos è scoppiato in mattinata, quando circa 500 migranti hanno cercato di salire a bordo dell’ultimo treno per Vienna, che proprio nelle ultime ore di ieri ha visto l’arrivo di altre 3.650 persone. È stato allora che la polizia ha proceduto allo sgombero della stazione di Keleti, a Budapest, mentre dagli altoparlanti veniva annunciato il blocco di tutti i convogli, in partenza e in arrivo.
Bloccati sui binari e infuriati per l’impossibilità di partire, centinaia di migranti hanno allora improvvisato una manifestazione davanti alla principale stazione della capitale ungherese, scandendo slogan eloquenti: “Germania, Germania!”, “Vogliamo partire!” e, ancora, rivolgendosi alla cancelliera tedesca “Merkel”.

Quanto accaduto oggi, 1° settembre, a Budapest è in realtà solo l’ultimo capitolo del flusso incontrollato di migranti che si dirigono verso l’Austria. I dati aggiornati dall’Oim stimano infatti che dall’inizio dell’annno 350mila migranti abbiano attraversato il Mediteranneo per raggiungere il Vecchio continente.

Notizie che evidenziano l’urgenza assoluta di nuovi meccanismi, nuove regole e accordi a livello europeo, come da giorni viene ricordato dalla Commissione, in vista dell’importante vertice dei ministri dell’Interno in programma per il 14 settembre. Ma già il 3 a Lussemburgo si terrà una riunione informale dei capi delle diplomazie dei 28.

Proprio giovedì 3 settembre, inoltre, mentre Angela Merkel incontrerà i leader dei Paesi balcanici, nella capitale europea arriverà il premier ungherese Viktor Orban, che non ha esitato a far costruire un muro lungo il confine con la Serbia per contenere il flusso di disperati in cerca di un ingresso in Ue. A Bruxelles, intanto, si continua a riflettere sulla revisione delle condizioni per il diritto d’asilo: seppur con approcci in parte diversificati e idee diverse sui meccanismi di identificazione, il governo italiano, quello francese, la Germania e la Commissione Ue sarebbero già concordi nel rendere la richiesta “europea”, cioè con regole comuni per tutti i Paesi.

Fonte foto: YouTube