Alle Olimpiadi di Rio settore armiero italiano cerca l’ennesimo successo

Fiocchi (Anpam):  più sostegno all’ export, siamo un riferimento globale.

Pronti, via. Lo starter dei Giochi Olimpici di Rio ha ormai la pistola alta verso il cielo, per un’edizione 2016 attesa non solo dagli atleti ma anche da un settore molto particolare della nostra industria manifatturiera. Che potrebbe realizzare infatti, per la quarta volta consecutiva, un successo pieno del comparto armiero sportivo italiano, che rifornisce di fucili e munizioni tutti i migliori atleti del Tiro a Volo mondiale.

Alle Olimpiadi di Londra 2012 per la terza volta consecutiva ai Giochi Olimpici tutto il medagliere (15 medaglie per 5 specialità) è stato vinto con fucili italiani, usando nella maggior parte dei casi anche munizioni tricolori. E anche a Rio 2016 ci si attende un successo simile, magari accompagnato da altre medaglie tricolori anche per gli atleti dopo i già buoni risultati di 4 anni fa. Come conferma il presidente di Anpam,  l’Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili, Stefano Fiocchi:

“Le Olimpiadi per noi sono un’importantissima vetrina sul nostro settore, spesso tenuto a latere nell’ambito sportivo. Saranno poi le nostre tra le prime discipline a scendere in campo a Rio. I prodotti nazionali italiani sono quelli da battere sia nel mondo delle armi sia per quanto riguarda le munizioni, siamo il riferimento mondiale e la storia, con i numeri, ci insegna che siamo sempre stati tra i protagonisti nel medagliere olimpico e la concorrenza straniera ci vede come i campioni su cui fare la corsa”.

Un’eccellenza del made in Italy senza di fatto competitor. Per il presidente Fiocchi è fondamentalmente la storia di questa industria in Italia a fare la differenza:

“E’ una questione storica, aziende italiane sono centinaia di anni che operano in questo settore, quindi grandissima esperienza, sia sul prodotto sia sulla tecnologia di fabbricazione su cui si continua ad investire. Quindi il risultato è che in Italia è di altissima qualità anche il prodotto medio è di altissimo livello”.

Un comparto importante, quello rappresentato da Anpam: 2300 imprese, oltre 12 mila occupati. E di fatto rivolto quasi esclusivamente all’export. Eccellenza riconosciuta che però deve, come tutti, fare i conti con la crisi. Il sostegno, per Fiocchi, può arrivare però anche solo alleggerendo alcuni aspetti burocratici:

“L’export per noi è vita, quindi quello che viene costantemente chiesto alle istituzioni da parte dell’associazione è facilitare le esportazioni. Chiaramente il nostro è un prodotto sensibile, siamo i primi a rendercene conto e i primi a rispettare le regole. La legislazione italiana è giustamente tra le più restrittive, però, facilitare l’esportazione laddove si può, chiaramente consente più vendite e il raggiungimento di mercati nuovi sempre nel massimo rispetto delle regole”.

Fonte: askanews