La controversia sull’uso della tecnologia nel calcio: il caso Milan-Lazio e le decisioni arbitrali che alimentano il dibattito.
Nel campionato di Serie A, le partite tra squadre di alta classifica non sono solo una questione di prestazioni sul campo, ma anche di decisioni arbitrali che possono influenzare notevolmente l’esito di un incontro. Il recente scontro tra Milan e Lazio a San Siro ha riportato alla ribalta il dibattito sull’uso del VAR, con un episodio che ha suscitato polemiche e discussioni tra tifosi e addetti ai lavori. Un momento chiave della partita è stato infatti caratterizzato da un intervento arbitrale che ha lasciato molti dubbi sull’applicazione delle regole e sull’efficacia della tecnologia nel supportare le decisioni in campo.

La dinamica dell’episodio e la decisione dell’arbitro
Durante il recupero della partita, con il Milan in vantaggio per 1-0, la Lazio ha cercato disperatamente di trovare il pareggio. In un’azione concitata, un cross di Tavares ha portato Romagnoli a tentare un tiro al volo, con il pallone che ha colpito il gomito di Pavlovic, difensore del Milan, mentre era in marcatura su Marusic. L’arbitro Giuseppe Collu, inizialmente, ha deciso per un calcio d’angolo a favore della Lazio, decisione che ha scatenato immediate proteste da parte dei giocatori biancocelesti. Tuttavia, il VAR ha richiamato Collu al monitor per rivedere l’azione.
Durante il tragitto verso il monitor, Collu è stato avvicinato da Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, che in modo polemico ha espresso il suo disappunto, portando l’arbitro a mostrargli il cartellino rosso. Dopo aver rivisto l’azione, Collu ha deciso che il fallo di mano era presente e quindi si trattava di rigore, ma ha giustificato la mancata assegnazione del penalty con un precedente fallo di Marusic su Pavlovic. La decisione finale è stata quella di concedere un calcio di punizione al Milan, una scelta che ha lasciato molti perplessi.
Il dibattito sull’efficacia del VAR e la necessità di chiarezza
Questa decisione ha riacceso il dibattito sull’utilizzo del VAR nel calcio e sulla confusione che spesso accompagna le sue applicazioni. La sensazione è che l’arbitro Collu, non essendo completamente certo della sua decisione, abbia utilizzato una trattenuta di Marusic, peraltro non evidente, come giustificazione per non assegnare il rigore. A distanza di una settimana da un episodio simile durante Fiorentina-Juventus, dove un rigore è stato prima assegnato e poi revocato, il tema del VAR e del suo protocollo continua a generare confusione e a sollevare interrogativi sulla chiarezza delle regole.
La necessità di una maggiore trasparenza e di un’interpretazione uniforme delle regole è fondamentale per evitare che decisioni controverse possano influenzare l’andamento delle partite. Gli appelli per una revisione del sistema e per una formazione adeguata degli arbitri sono sempre più frequenti. Il calcio, uno sport che appassiona milioni di persone, non può permettersi di essere oscurato da polemiche che mettono in dubbio l’integrità e la correttezza del gioco.
Allegri e il dialogo con Collu
Nelle interviste post gara, Allegri ha analizzato quanto accaduto con l’arbitro Collu rivelando quanto avrebbe detto al direttore di gara: “Gli ultimi minuti c’è stata un po’ di confusione e non era facile nemmeno per l’arbitro prendere quella decisione dopo essere stato richiamato dal Var”, ha spiegato il mister del Milan.
“Cosa ho detto a Collu? Era stato anche l’arbitro della prima partita contro la Cremonese, quindi ho solamente detto ‘tutte le volte che ci sei succede sempre un casino’. Nella confusione era normale che prendesse questa decisione, non l’ho assolutamente offeso“.