Amedeo Felisa lascia la Ferrari?

Amedeo Felisa, Amministratore Delegato della Ferrari, sarebbe sul procinto di lasciare l’azienda al vigilia della sua quotazione in borsa. La notizia arriva da Dagospia e per ora non trova conferma.

La pessima abitudine del giornalismo terzo millennio di trasformare i “sentito dire” in notizie da sparare a tutta pagina, pardon a tutta Rete, mi porta a commentare il lancio di Dagospia – per ora non trova riscontri in forma ufficiale – sulla possibilità che Amedeo Felisa, Amministratore Delegato del Cavallino dal 2008, sia sul punto di rassegnare le dimissioni e lasciare l’incarico a settembre. Motivo, dissapori con il Deus ex machina Sergio Marchionne e sui piani che questi ha per la Ferrari.

Se la notizia fosse confermata, sarebbe un duro colpo all’immagine del Cavallino proprio nel momento in cui Marchionne si appresta ad ottobre a far quotate la Ferrari in borsa. Felisa non è soltanto un abile e capace manager, ma da un punto di vista strettamente ingegneristico e progettuale, molti dei successi degli ultimi 25 anni portano la sua firma.

Felisa si può considerare, parafrasando i Bentley-boy, l’ultimo dei Montezemolo-boy. Fu infatti Luca di Montezemolo a scoprirlo nel 1991, quando la “Famiglia” gli affidò le redini della Ferrari con la “mission impossible” del suo rilancio non soltanto sportivo, ma soprattutto aziendale. È qui che trovò lo schivo ingegnere Amedeo Felisa, proveniente da Alfa Romeo e giunto a Maranello l’anno prima come Direttore Tecnico. Felisa non fa nulla per farsi notare e ingraziarsi il capo, inizia a lavorare, piedi per terra e testa bassa. Il primo risultato si chiama F456 GT. Presentata nel 1992 al Salone di Parigi, suscita uno scalpore enorme. La Ferrari è tornata a realizzare una coupé sontuosa ed elegante capace di esprimere prestazioni degne di una vettura da corsa. L’anno dopo è la volta della 348 Spider, lanciata contemporaneamente a Ginevra e in Rodeo Drive a Beverly Hills, tagliato su misura per conquistare il ricco mercato americano. Ciò che puntualmente avviene. Le Ferrari di grande prestigio si susseguono e i successi pure. Felisa diventa l’uomo delle GT e uno dei fautori dell’incredibile exploit commerciale della Ferrari.

Per intenderci, se oggi la Ferrari si può permettersi di entrare in borsa, dietro ci sono le vetture che Felisa ha contribuito a realizzare. Cosa non va con Marchionne? Probabilmente una diversa visione del futuro Ferrari. Per il nuovo Presidente deve essere esclusivamente business oriented e in nome di questo è disposto a sacrificare anche qualche cosa dell’immagine, come realizzare modelli più (si fa per dire) “popolari”. Mentre Felisa vorrebbe restare fedele alla linea Montezemolo. Del resto è o non è l’ultimo dei Montezemolo-boy?

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ultimo aggiornamento: 17-07-2015

Enzo Caniatti

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