Amitav Ghosh intercetta i cambiamenti in seno all’ultima crisi climatica, nel crudele sfruttamento della vita umana e dell’ambiente naturale.


I temi caldi per Amitav si identificano nello sfruttamento della vita umana e dell’ambiente naturale da parte del colonialismo occidentale.

Originario di una famiglia originaria del Bangladesh, cresciuto a Calcutta, nel suo libro Ghosh racconta come l’idea inerente la natura, quale sinonimo di qualcosa che produce beni, sia diventata un punto chiave nell’immaginario collettivo umano di qualsiasi razza, ma sopratutto quella bianca colonialista.

Sole e Terra

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Il pensiero di Amitav

“Il cambiamento climatico è la cosa più grande che sia mai capitata alla specie umana. Dovrei chiudere gli occhi se non dovessi scriverne. Nel senso più elementare del termine, la dinamica che sta alla base del cambiamento climatico deriva da un modello di economia estrattiva, che ha iniziato a imporsi a partire dal XVI e XVII secolo con il colonialismo. Il mio libro parte dalla storia della noce moscata che un tempo cresceva solo sulle isole Molucche: per appropriarsene, gli olandesi sterminarono la popolazione di quelle isole. C’era una merce con un ampio mercato e l’hanno presa. È il tipo di atteggiamento avuto dal colonialismo prima e da quel che è venuto dopo, l’uso dell’ambiente come di una merce. I risultati sono sotto i nostri occhi”.

Lo scrittore converge sull’idea di invertire questi processi, smettendolo di sfruttare così crudelmente questo pianeta.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 08-07-2022


Galli: “Quarta dose di vaccino per gli over 60? È logica”

Bollettino Covid in Italia: oggi oltre 100.000 casi e 105 morti