Analisti dei social: “Il No al Referendum previsto da Facebook e Twitter”

Gli esperti che monitorano la Rete hanno profetizzato l’esito del Referendum analizzando i “movimenti” degli utenti. Il No ha avuto maggiore attivismo, mentre il Sì non ha scaldato a sufficienza

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L’esito del Referendum costituzionale di domenica 4 dicembre ha visto la vittoria del No con ampio margine: gli “abrogazionisti” della Riforma hanno sfiorato il 60%, lasciando ai sostenitori del poco più del 40%. I risultati finali della consultazione hanno indotto il Presidente del Consiglio Renzi alle dimissioni.

Le previsioni dai “social”

Le società che analizzano il “sentimento” della Rete hanno captato l’umore prevalente, soprattutto nelle ultime ore di campagna elettorale: “Dopo il testa a testa delle scorse settimane, nelle ultime 48 ore – ha spiegato Andrea Melegari di Expert System – c’è stato il sorpasso sui social dei contrari alla riforma, con una prevalenza media del 54 per cento contro il 46 per cento dei Sì. A trainare la rimonta del No è stato senza dubbio il M5s, che si è mosso su un terreno congeniale: la Rete fa parte del suo Dna, sia i big che i militanti sono consapevoli della potenza dei social e li usano meglio. Viceversa, se escludiamo Renzi, i titolari del Sì sono stati meno incisivi. Twitter ha espresso un voto di pancia…”.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

I dati

Sempre secondo quanto analizzato da Expert System, su Twitter i messaggi per il No erano più “aggressivi” mentre quelli per il Sì sono stati più “educati” e, probabilmente, meno incisivi. Andrea Barchiesi, ad di Reputation Manager, afferma che: “Dai nostri calcoli, effettuati monitorando il web e i social, in particolare Facebook e Twitter, era risultato che il 71 per cento dei commenti fosse favorevole al No“, spiega l’ad Andrea Barchiesi, che aggiunge: “Si sono contrapposte due tipologie di campagne: quella del governo molto istituzionale, con tanta presenza televisiva e opuscoli inviati a casa degli elettori. Dall’altra parte c’è stata invece una corrente popolare più disorganizzata ma rabbiosa. Nel 50% dei casi i fautori del No hanno preso a pretesto la riforma solo per attaccare Renzi. Segno che si è trattato di un voto politico e anti-sistema, che ha messo insieme soggetti estremamente diversi fra loro“.