Anche il coniglio soffre il freddo: la guida pratica per un inverno in totale sicurezza
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Direttore: Franco Ferraro

Anche il coniglio soffre il freddo: la guida pratica per un inverno in totale sicurezza

Una bambina che abbraccia teneramente il suo coniglietto grigio, inclinando il capo fino a toccare il suo dorso.

Non lasciarti ingannare dalla folta pelliccia: i lagomorfi temono l’umidità e i cambiamenti bruschi di temperatura. Ecco come adeguare l’ambiente domestico alla stagione gelida.

Nonostante i conigli siano animali piuttosto rustici e dotati di un sottopelo denso, la loro capacità di adattamento al freddo dipende strettamente dallo stile di vita. In natura, i lagomorfi si rifugiano in tane sotterranee dove la temperatura resta costante; in ambito domestico, invece, il coniglio è spesso soggetto a variabili artificiali.

Gli esperti di etologia sottolineano che il vero pericolo non è tanto il freddo assoluto, quanto lo sbalzo termico. Un coniglio abituato ai 20°C del riscaldamento domestico non può essere esposto improvvisamente a temperature esterne vicine allo zero: il suo sistema immunitario subirebbe un crollo, esponendolo a gravi patologie respiratorie come la pasteurellosi.

Un coniglietto domestico dal manto bianco e grigio completamente disteso sul pavimento di casa.
Un coniglio domestico bianco e grigio ritratto mentre si rilassa coricato sul pavimento. – newsmondo.it

Gestione in casa: attenzione a stufe e correnti d’aria

Per i conigli che vivono liberi in appartamento, il rischio maggiore deriva paradossalmente dalle fonti di calore eccessive. È fondamentale posizionare la zona riposo del coniglio lontano dai termosifoni o dai camini. L’aria troppo secca prodotta dai caloriferi può irritare le delicate mucose nasali e causare dermatiti.

Un altro “nemico silenzioso” è rappresentato dalle correnti d’aria: assicurati che la cuccia non si trovi sulla linea d’aria tra una porta e una finestra, poiché il coniglio è estremamente sensibile agli spifferi ad altezza suolo. Una buona norma è fornire una “tana” (una casetta di legno o cartone) imbottita con abbondante fieno, che funge da isolante naturale d’eccellenza.

Il coniglio all’esterno: isolamento e dieta energetica

Se il tuo coniglio vive in un recinto esterno, la preparazione all’inverno deve essere meticolosa. La conigliera deve essere sollevata da terra per evitare che l’umidità risalga dal terreno e deve essere dotata di un’area notte totalmente chiusa e riparata dal vento. Nel 2026, l’uso di materiali isolanti ecologici per rivestire le pareti esterne delle casette è diventato un trend fondamentale. Inoltre, la dieta invernale deve essere leggermente più ricca: senza esagerare con i carboidrati, è bene offrire una varietà maggiore di erbe spontanee e verdure fibrose che aiutino il metabolismo a produrre calore. Fondamentale è il controllo dell’acqua: se le temperature scendono sotto lo zero, i beverini possono ghiacciare, privando l’animale dell’idratazione necessaria per ore.

Segnali di disagio: come capire se il coniglio ha freddo

Imparare a leggere il linguaggio del corpo del tuo pet è il modo migliore per prevenire l’ipotermia. Un coniglio che ha freddo tende a restare “appallottolato” con le zampe nascoste sotto il corpo per ridurre la superficie esposta. Le orecchie fredde al tatto (specialmente alla base) sono un indicatore importante, così come una marcata inattività o un tremore persistente. Se noti questi segnali, è vitale riscaldare l’animale gradualmente: non metterlo mai a contatto diretto con una borsa dell’acqua bollente, ma avvolgilo in una coperta di pile e offrigli del cibo fresco per stimolare la digestione, che nel coniglio rappresenta il principale motore termico interno.

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ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2026 16:09

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