Andriy Shevchenko, il Re dell’Est che conquistò il Milan

Con la maglia del Milan, Andriy Shevchenko ha vinto una Champions League, uno Scudetto, una Supercoppa Europea e una Coppa Italia.

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Ci sono attaccanti e attaccanti. E poi c’è Andriy Shevchenko, uno dei bomber più forti e amati della storia del Milan. Secondo marcatore rossonero di tutti i tempi con 175 gol a referto, secondo solo al mitico Gunnar Nordahl (221 reti) e davanti ad autentici mostri sacri come Gianni Rivera, José Altafini e Marco Van Basten. Il fuoriclasse ucraino ha segnato un’era, entrando di diritto nella top ten dei migliori colpi della gestione Berlusconi.

Andriy Shevchenko Milan, i grandi trionfi in rossonero

Bastano circa 25 milioni di dollari per strappare il talento Andriy Shevchenko (re dei bomber dell’ultima edizione della Champions League) alla Dinamo Kiev. Estate 1999, il Milan presenta alla stampa il suo grande acquisto. È subito amore. La prima stagione è un successo (personale, un po’ meno per la squadra, che chiude al terzo posto): ventiquattro gol in campionato, quattro in Coppa Italia, uno in Champions League. Mica male. Sheva si ripete l’anno dopo: stavolta, però, alle ventiquattro reti in Serie A ne aggiunge nove in Champions (più uno in Coppa Italia, per un totale di trentaquattro marcature complessive). Tanti gol anche nelle stagioni successive, ma di trofei neanche l’ombra.

Manchester, 28 maggio 2003: il Milan è campione d’Europa

Fino al 2003, quando il Milan torna sul tetto d’Europa battendo la Juventus nella storica finale di Manchester. Lo sguardo del fuoriclasse ucraino prima di calciare il rigore decisivo è un’immagine che rimarrà impressa per sempre nella memoria e nel cuore dei tifosi rossoneri. Sheva prende quota: la Coppa Italia, quindi la Supercoppa Europea (suo il gol-vittoria contro il Porto), lo Scudetto da capocannoniere (24 sigilli, uno in più di Alberto Gilardino) e il Pallone d’Oro. Qualcosa, però, si rompe nel 2005, dopo la tremenda finale di Istanbul. Andriy resta al Milan, segna altri ventotto gol, ma nell’estate 2006 saluta tutti e se ne va

Andriy Shevchenko, dalla “fuga” a Londra al ritorno al Milan

Nessuna rottura (dice), non si tratta di una scelta tecnica ma… di vita. Papà Shevchenko, su pressione della moglie (la modella statunitense Kristen Pazik), vuole che il figlio Jordan frequenti una scuola di lingua inglese. Tutti a Londra, dunque, sponda Chelsea. L’esperienza con i Blues, però, si rivela un autentico flop. Pochi gol, tanti fischi: Sheva finisce ai margini del progetto e medita di tornare al Milan. L’ucraino si ripresenta a Milanello due anni dopo, nel 2008, ma senza riuscire a incidere (appena due reti tra Coppa Italia e Coppa Uefa).

Decide così di chiudere la carriera alla Dinamo Kiev, là dove tutto era iniziato. Tre stagioni fra alti e bassi, poi l’annuncio: il 28 luglio 2012, Andriy Shevchenko comunica al mondo del calcio la sua decisione di smettere. Per Sheva comincia (stavolta davvero) una nuova vita. Il 12 luglio del 2016, l’ex rossonero prende il posto di Mykhaylo Fomenko, diventando commissario tecnico della Nazionale ucraina.