L’Angelus di Papa Francesco di domenica 18 luglio: “Sono vicino al popolo sudafricano e cubano”.

CITTA’ DEL VATICANO – Dopo una settimana di stop per l’operazione, domenica 18 luglio Papa Francesco è ritornato ad affacciarsi dalla sua finestra per il consueto appuntamento con l’Angelus. Nel Vangelo odierno il Pontefice ricorda che Gesù invita al riposo.

Il suo tenero invito – ha detto Bergoglio – dovrebbe accompagnarci: guardiamoci, fratelli e sorelle dell’efficientismo, fermiamo la corsa frenetica che detta le nostre agente. Impariamo a sostare, a spegnere il telefonino, a contemplare la natura, a rigenerarci nel dialogo con Dio […]“.

Papa Francesco: “Approfittiamo del periodo estivo per riposarci”

Se impariamo a riposare davvero – ha aggiunto il Papa – diventiamo capaci di compassione vera; se coltiviamo uno guardo contemplativo, porteremo avanti le nostre attività senza l’atteggiamento rapace di chi vuole possedere e consumare tutto […]. Abbiamo bisogno di una ecologia del cuore, che si compone di riposo, contemplazione e compassione. Approfittiamo del tempo estivo per questo […]“.

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Papa Francesco
Papa Francesco

La preghiera del Papa per il Sudafrica e il Cuba

Il Pontefice dopo l’Angelus ha espresso la sua vicinanza “alle popolazioni di Germania, Belgio e Olanda colpite da catastrofiche alluvioni. Il Signore accolga i defunti e conforti i familiari […]. In quest’ultima settimana sono giunte, purtroppo, notizie di episodi di violenza che hanno aggravato la situazione in Sudafrica, già colpito da difficoltà economiche e sanitarie a causa della pandemia. Rivolgo un accorato appello a tutti i responsabili perché lavorino per la pace con le Autorità per fornire assistenza ai bisognosi. Che non sia dimenticato il desiderio che ha guidato il popolo del Sudafrica per rinascere nella concordia tra tutti i suoi figli“.

Sono vicino – ha aggiunto Papa Francesco – anche al caro popolo cubano in questi momenti difficili, in particolare alle famiglie che maggiormente soffrono. Prego il Signore che lo aiuti a costruire in pace […]“.


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