L’Angelus di Papa Francesco del 26 dicembre: “L’atmosfera del Natale riempie ancora i nostri cuori”.

CITTA’ DEL VATICANO – L’Angelus di Papa Francesco del 26 dicembre si è svolto a porte chiuse per evitare assembramenti in Piazza San Pietro. “Nella lettura odierna – ha detto il Pontefice – vediamo il testimone di Gesù, Santo Stefano, che brilla nelle tenebre. I testimoni brillano con la luce di Gesù, non hanno luce propria […]“.

“Essere testimoni di Gesù vale anche per noi”

Il Pontefice nell’Angelus di questo sabato si è rivolto anche ai fedeli: “Essere testimoni di Gesù vale anche per noi. Il Signore desidera che facciamo della vita un’opera straordinaria attraverso i gesti ordinari, i gesti di ogni giorno. Lì dove viviamo, in famiglia, al lavoro, ovunque, siamo chiamati a essere testimoni di Gesù […]. Quando vediamo una cosa che non va, al posto di criticare, sparlare e lamentarci, preghiamo per chi ci ha sbagliato e per quella situazione difficile […]. Piccole cose, ma cambiano la storia, perché aprono la porta, aprono la finestra alla luce di Gesù. Santo Stefano, mentre riceveva le pietre dell’odio, restituiva parole di perdono […]”.

In questo sabato – ha proseguito Bergoglio – preghiamo per quanto soffrono persecuzioni per il nome di Gesù. Sono tanti e sono più che nei primi tempi della Chiesa […]“.

Papa Francesco
Papa Francesco

“Rispettiamo le regole”

In conclusione il Pontefice è ritornato sull’emergenza coronavirus: “Dobbiamo fare l’Angelus così, per evitare che la gente venga in Piazza. Così, per collaborare con quelle disposizioni che hanno dato le Autorità, per aiutare tutti a fuggire da questa pandemia […]. L’atmosfera di gioia del Natale, che riempie ancora i nostri cuori, susciti il desiderio di contemplare Gesù nel Presepe, per poi servirlo e amarlo nelle persone che ci stanno accanto. In questi giorni ho ricevuto messaggi augurali da Roma e da tutte le parti del mondo. E’ impossibile rispondere a tutti, ma voglio esprimere la mia gratitudine“.

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ultimo aggiornamento: 27-12-2020


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