Migranti, la Sea Watch lancia la sfida a Salvini: A metà marzo saremo in mare

Migranti, la Sea Watch lancia la sfida a Salvini: A metà marzo saremo in mare

L’annuncio della Sea Watch: Lo scopo è quello di tornare in mare entro metà marzo. La sfida a Salvini è lanciata dal cuore di Milano, di fronte a migliaia di persone.

Non ancora risolte le vicende giudiziarie e amministrative con l’Italia e con l’Olanda, la Sea Watch torna a sfidare Matteo Salvini e lo fa dalle strade di Milano in occasione della manifestazione People, Prima le persone andata in scena lo scorso sabato 2 marzo.

Fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial

Migranti, i numeri condivisi da Matteo Salvini sugli sbarchi e sui rimpatri

Gli esponenti delle Ong che si occupano della ricerca e del soccorso dei migranti (Sea Watch, Open Arms e Mediterranea) hanno deciso di marciare insieme con i manifestanti per esprimere il proprio dissenso circa la politica dei porti chiusi varata da Matteo Salvini che proprio nei giorni scorsi aveva condiviso sui social i numeri del suo successo per quanto riguarda gli sbarchi e i rimpatri.

Fonte foto: https://twitter.com/SeaWatchItaly

Salvini contro le Ong

Il ministro dell’Interno non ha mai nascosto il suo pensiero sulle Ong: per lui sono amici degli scafisti e dei trafficanti di esseri umani. Con le navi delle organizzazioni non governative nei porti diminuiscono le partenze dalle coste della Libia e dei paesi vicini. Anche per questo motivo la Sea Watch era stata tenuta ferma al porto di Catania, dove è bastata un’analisi approfondita della nave e delle carte per ritardare la partenza del’Ong dopo l’ultimo viaggio.

Sea Watch: pronti a riprendere il mare entro metà marzo

Ma il caso non è chiuso, anzi. La portavoce italiana di Sea Watch ha infatti fatto sapere che lo scopo dell’organizzazione è quella di riprendere il mare entro la metà del mese di marzo, quando il governo olandese dovrebbe dare il via libera per l’imbarcazione dell’Ong. Chiaro il messaggio lanciato a Matteo Salvini che si prepara a raccogliere il guanto di sfida preparandosi a chiudere i porti e ad iniziare una nuova sfida di nervi con l’Ong e con l’Unione europea.

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