E’ terminato alle sette di domenica lo sciopero di 48 ore dei giornalisti dell’Ansa. I lavoratori contestano il piano dell’azienda per far fronte alle perdite.

ROMA – Lo sciopero dell’Ansa si è concluso alle sette di domenica mattina. L’astensione dal lavoro era stata indetta a cominciare dalle sette di venerdì: pertanto, 48 ore.

Ansa, sciopero contro il piano dell’azienda

Il piano dell’azienda di agenzia di informazione prevede cassa integrazione e taglio del budget dei collaboratori al fine di far fronte alle probabili perdite nel bilancio derivanti dall’emergenza coronavirus. Nel dettaglio, il piano dell’azienda è di programmare 24 giorni di cassa integrazione per tutti i giornalisti a partire da giugno e da spalmare su tutto l’anno solare, oltre a decurtare del 25% il budget dedicato ai collaboratori. Una prospettiva di fronte alla quale i cronisti della principale agenzia di stampa italiana hanno deciso di proclamare due giorni di sciopero.

Per l’ennesima volta – si legge nel comunicato – l’azienda intende raggiungere il pareggio dei conti scaricando i costi sui redattori e ancor peggio sui collaboratori e sui precari dell’agenzia privati, non solo di prospettive, ma anche di una retribuzione dignitosa, con la pretesa, inoltre, di raggiungere l’obiettivo entro il 2020″.

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Le ragioni dei lavoratori

Di fronte a questa ipotesi, i giornalisti hanno protestato, dichiarando: “Le misure avanzate comprometterebbero gravemente la capacità dell’Ansa di assicurare un notiziario qualitativamente e quantitativamente adeguato alle esigenze del Paese in un momento in cui il ruolo dell’informazione è quanto mai essenziale. Un indebolimento, quello prospettato, che pare ancora più inconcepibile alla luce del riconoscimento della funzione che la politica tutta e le istituzioni hanno tributato all’Ansa in questa fase drammatica del Paese, nella quale il lavoro della redazione“.


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