Antonio Busini, l’uomo mercato del Milan del Gre-No-Li e di Schiaffino

Il Milan targato Trabattoni prima e Rizzoli poi ha in Antonio Busini l’artefice della costruzione della grande formazione rossonera degli Anni ’50. A lui si devono gli acquisti dei tre assi svedesi e del fuoriclasse uruguaiano.

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Da calciatore, Antonio Busini era stato un ottimo centrocampista capace di vincere uno scudetto con il Bologna. Poi, una volta appese le scarpette al chiodo, il padovano classe 1904 divenne uno straordinario dirigente di calcio.

L’inizio dell’avventura rossonera

Antonio Busini approda nei quadri dirigenziali del Milan nel 1940, quando inizia l’era della presidenza di Umberto Trabattoni. L’ex centrocampista della Nazionale azzurra è il genero dell’imprenditore di Seregno, attivo nel settore tessile. Sono anni tormentati dato che per l’Italia si apre il drammatico periodo della Seconda Guerra Mondiale. Il campionato verrà sospeso, i calciatori verranno chiamati al fronte e, di fatto, le cariche societarie dei club vengono congelate. Per un breve periodo, Busini assume la carica di presidente del Milan prima che Trabattoni possa riprendere pienamente il suo ruolo. Dal 1945, Antonio Busini è il direttore tecnico dei rossoneri e, in alcune stagioni, sarà anche il direttore sportivo.

Uomo mercato

In sostanza, Trabattoni affida al genero la responsabilità dell’area tecnica del Diavolo, potendo contare sulle sue grandi competenze. Antonio Busini si lancia sul mercato con grande impegno e impeto. Negli anni, attingendo al “suo” Triveneto, farà sbarcare a Milanello i vari Buffon, Burini, Carnier, De Gregori, Renosto, Silvestri, Tognon e Vicariotto.

La costruzione del Gre-No-Li

Nel 1949, in pochi mesi, Antonio Busini conclude tre straordinari acquisti: dalla Svezia, arrivano in rossonero Nordhal, Liedholm e Gren. I tre assi scandinavi daranno vita al fortunatissimo Gre-No-Li. Due anni più tardi, il Milan – dopo una lunga attesa di 44 anni – vince lo scudetto e, come appendice alla stagione, la Coppa Latina, antesignana della Coppa dei Campioni.

L’avvento di Rizzoli

Nel 1954, Trabattoni cede il Milan all’editore Andrea Rizzoli. Il nuovo proprietario del club rossonero decise di continuare a avvalersi delle capacità di Antonio Busini. In quell’estate, i rossoneri ingaggiano anche il fuoriclasse uruguaiano “Pepe” Schiaffino dal Penarol. Antonio Busini, alternandosi tra vicepresidenza e direzione sportiva, rimarrà al Milan fino al 1957.