L’appello di Confindustria al premier Draghi: “Una proroga dei licenziamenti è un segnale decisamente sbagliato”.

ROMA – Nel giorno del voto di fiducia in Senato, Confindustria ha lanciato un nuovo appello al premier Draghi in vista dei prossimi provvedimenti: “Non vorremmo assistere a una nuova protrazione del blocco dei licenziamenti – ha detto il presidente Bonomi, riportato dall’Ansa sarebbe l’invito alle imprese a rinviare ulteriormente riorganizzazioni, investimenti e assunzioni: una scelta decisamente sbagliata […]. E’ arrivato il momento di agire, per rendere davvero concreto l’impegno di non lasciare indietro nessuno […]“.

“Condividiamo il richiamo ad evitare un nuovo cattivo debito”

Il presidente di Confindustria si è soffermato anche sulla finanza pubblica: “Condividiamo il forte richiamo ad evitare, con un nuovo cattivo debito, un ulteriore e grave furto alle generazioni future. Così come condividiamo la ferma volontà di lavorare a una riforma fiscale finalmente organica e non più una tassa alla volta, scritta da esperti e che coniughi progressività con incentivi e senza ostacolare la crescita del Paese“.

E’ condivisibile il rischiamo alla necessità di tornare a realizzare di tornare a realizzare di legge necessari per estendere la concorrenza alle troppe aree della vita economica del Paese in cui non viene applicata – ha aggiunto Bonomi – senza l’apporto positivo della produttività ad opera della sola industria e manifattura non bastano alla crescita italiana […]“.

Carlo Bonomi
Carlo Bonomi

“Apprezziamo la linea del premier Draghi sulle vaccinazioni”

Apprezziamo – ha concluso Bonomi – l’esplicito richiamo a coinvolgere nel piano vaccinale tutte le risorse e le disponibilità del settore privato al fine di implementare rapidamente la maggior copertura possibile della popolazione e, al contempo, a mutare l’esperienza dei Paesi che si sono mossi con maggiore efficienza ed efficacia su questo fronte“.

Colloqui tra Confindustria e il presidente del Consiglio che dovrebbero continuare nei prossimi giorni. Da capire come il nuovo esecutivo si muoverà sul blocco dei licenziamenti.


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