L’odissea della Sea Watch e della Sea Eye continua. Le due ONG con a bordo i migranti lanciano l’allarme: “Ci serve un porto il prima possibile”.

ROMA – Ancora nessun porto per la Sea Watch e la Sea Eye, le due ONG che da oltre una settimana sono in mare in attesa di sapere dove poter attraccare. Dopo aver trascorso il Natale in mare, per le imbarcazioni si prospetta anche un ultimo dell’anno nel Mediterraneo. La speranza è comunque quella di avere buone notizie nelle prossime ore per permettere ai profughi di sbarcare.

Tramite Twitter la ONG ha chiesto aiuto all’Europa per cercare di trovare un porto: “Nessun Paese – si legge – concede l’approdo. Da nove giorni, in condizioni ormai proibitive, a bordo della Sea Watch 32 persone tra cui tre bambini piccoli. Chiediamo che vengano sbarcati tempestivamente in un porto sicuro vicino“.

Migranti, la Open Arms pronta a ritornare in mare

Nei giorni scorsi la Open Arms è approdata in Spagna per permettere ai 311 migranti di sbarcare sulla terra ferma. La ONG nelle prossime ore dovrebbe ritornare in mare per continuare a salvare altre vite anche se il problema dell’immigrazione resta da risolvere il prima possibile.

Open Arms
Open Arms (fonte foto https://twitter.com/openarms_fund)

Diversi i no da parte dei leader europei alle imbarcazione che volevo approdare nei porti per consentire ai profughi di arrivare in un posto sicuro. Gli ultime tre casi sono proprio quelli della Open Arms, Sea Watch e Sea Eye. Se per la prima c’è stata l’intesa trovata con la Spagna, per le altre due la soluzione è ancora lontana. Le ONG continuano ad essere in mare in attesa di una soluzione che sembra davvero lontana. Gli appelli vengono lanciati ogni giorno ma l’Europa continua ad ignorare l’emergenza ma sicuramente nei prossimi vertici bisognerà discutere di questa situazione per arrivare ad un accordo definitivo.

fonte foto copertina https://twitter.com/seawatchcrew

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ultimo aggiornamento: 30-12-2018


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