Armando Siri in procura per rilasciare dichiarazioni spontanee

La contromossa di Armando Siri dopo il Cdm: l’ex sottosegretario leghista in Procura dai pm per una deposizione spontanea.

Il giorno dopo l’interrogatorio all’imprenditore Paolo Arata e soprattutto poche ore dopo la fine del Consiglio dei Ministri che ha portato alla revoca della nomine decisa dal premier Conte, Armando Siri si è recato in Procura per una deposizione spontanea sul caso che lo vede al centro di un’indagine per corruzione con possibili risvolti in ambito mafioso.

Armando Siri in Procura dai pm per una deposizione spontanea

La deposizione di Armando Siri di fronte ai pm non è stata resa pubblica e il diretto interessato non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche né sull’indagine né sulla decisione di Giuseppe Conte (e del governo) di sospenderlo di fatto fino a quando la giustizia non farà il suo corso.

Armando Siri ha anticipato quindi l’interrogatorio in linea con quanto aveva fatto sapere nelle scorse settimane, quando si era detto convinto che dopo aver ascoltato la sua versione dei fatti i pm avrebbero deciso di procedere con l’archiviazione.

Armando Siri
Armando Siri

Le informazioni sulla memoria difensiva presentata da Armando Siri

Le poche informazioni a disposizione sulla deposizione spontanea di Siri arrivano dall’avvocato difensore del senatore leghista. L’ormai ex sottosegretario della Lega avrebbe presentato alcuni documenti contabili oltre che la copia di tutti i messaggi intercorsi tra lui e l’imprenditore Paolo Arata.

L’accusa a carico di Siri è quella di essersi fatto corrompere con un pagamento di trentamila euro in cambio di alcuni emendamenti che avrebbero favorito proprio le imprese di Paolo Arata, imprenditore impegnato nell’energia eolica. Armando Siri avrebbe fatto sapere agli inquirenti di non aver ricevuto soldi da Arata né da terzi e di non aver stretto accordi per un pagamento.

ultimo aggiornamento: 09-05-2019

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