‘Ndrangheta, arrestato il boss Domenico Cracolici

‘Ndrangheta, arrestato il boss Domenico Cracolici

Il boss Domenico Cracolici è stato arrestato dopo 13 mesi di latitanza. L’uomo era nascosto in casolare.

CATANZARO – Il boss Domenico Cracolici è stato arrestato dopo 13 mesi di latitanza. Il blitz dei carabinieri è scattato nella notte tra il 28 e il 29 gennaio 2021 in un casolare nel Vibonese.

L’uomo, sfuggito alla maxi-operazione Rinascita Scott del dicembre 2019, ora dovrà trascorrere in carcere i giorni fino al processo. Una sentenza che, molto probabilmente, sarà molto pesante per il boss della ‘Ndrangheta, inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi d’Italia.

Le ricerche

Le ricerche dell’uomo sono iniziate subito dopo il mancato arresto nel dicembre 2019. Negli ultimi giorni le indagini si sono intensificate per individuare l’area dove il boss si era nascosto.

Un anno molto complicato per il latitante. La pandemia, infatti, non ha permesso a Cracolici di muoversi liberamente. Il boss, comunque, ha sfruttato un territorio che lui conosceva bene per non farsi scoprire e avere una certa libertà. Negli ultimi giorni, però, gli inquirenti sono riusciti a localizzare un luogo dove poteva nascondersi il boss. Dopo alcune conferme è scattato il blitz. Il boss è stato sorpreso nel sonno e portato in carcere a Vibo Valentia dove resterà fino al processo. Una latitanza durata poco più di un anno.

Carabinieri

Il fermo

Il fermo avvenuto nella notte tra il 28 e il 29 gennaio sembra chiudere, in parte, il cerchio di un’indagine iniziata diversi mesi prima. L’uomo, infatti, da molti è considerato il boss della famiglia Cracolici insieme al cugino Francesco. Un’eredità arrivata dai genitori, morti nella faida contro i Bonavota.

Come raccontato da Il Fatto Quotidiano, il ruolo del latitante nell’ambito della ‘Ndrangheta è stato raccontato dal collaboratore di giustizia Bartolomeo Arena: “Un soggetto impegnato in attività illecite, traffico di droga ed ha mantenuto legami con i criminali che erano legati al padre. Lui è da ritenere il referente del territorio di Maierato […]“.