Arresti per caporalato a La Spezia. Nel blitz effettuato un sequestro per oltre 900mila euro.

LA SPEZIA – Arresti per caporalato a La Spezia. Il blitz, come scritto da La Repubblica, è avvenuto nelle prime ore di martedì 10 novembre 2020. A finire in manette sono state otto persone, accusate di aver sfruttato decine di operai bengalesi per la realizzazione di uno yatch.

Sette delle persone fermate sono finite in carcere, una si trova ai domiciliari.

L’indagine

L’indagine è partita alcune settimane fa da alcune anomalie segnalate dalla Prefettura di La Spezia. Accertamenti che hanno portato alla luce un sistema ormai consolidato. L’azienda metteva in regola i propri operai. Le buste paga e i relativi versamenti risultavano regolarmente effettuati, con la posizione delle maestranze in perfetta regola.

Una volta arrivato lo stipendio con bonifici bancari, i dipendenti si vedevano costretti a restituire parte dei soldi ai propri datori di lavoro se non volevano perdere il posto. E, in caso di un contagio da coronavirus, questi non venivano pagati. Un’inchiesta che ha portato al fermo di otto persone. Per sette di loro la Procura ha emesso un mandato di custodia cautelare in carcere, per uno ai domiciliari.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

In Sicilia un ristoratore ai domiciliari

A finire ai domiciliare in Sicilia è stato un ristoratore. Secondo quanto raccontato dai media locali, il 49enne costringeva le sue dipendenti a rapporti sessuali contro la loro volontà per il posto di lavoro.

A raccontare il tutto ai carabinieri è stato il fidanzato di una delle cameriere. Denuncia presentata nel 2017. Da quel momento sono iniziati tutti gli accertamenti del caso. Gli inquirenti hanno ascoltato anche le altre ragazze ed è scattato il fermo per il titolare del bar. La misura decisa dalla Procura è quella dei domiciliari. Sono in corso gli approfondimenti per verificare meglio quanto accaduto a San Cataldo, paesino in provincia di Caltanissetta.

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ultimo aggiornamento: 10-11-2020


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