Operazione della Guardia di Finanza a Parma, sette arresti per maxi frode fiscale

Operazione della Guardia di Finanza a Parma, sette arresti per maxi frode fiscale

Sette arresti per maxi frode fiscale a Parma. Sequestri per 12 milioni di euro.

PARMA – Operazione della Guardia di Finanza a Parma con sette arresti per maxi frode fiscale. Le Fiamme Gialle hanno eseguito i mandati di custodia cautelare (sei ai domiciliari e uno in carcere) emessi dalla Procura nei confronti di imprenditori mentre in 36 hanno ricevuto la notifica di essere stati iscritti sul registro degli indagati.

Nel blitz gli inquirenti hanno sequestrato beni pari a 12 milioni di euro e tra questi c’erano anche dei lingotti d’oro.

Arrestati due imprenditori

Nell’operazione sono stati fermati due imprenditori considerate come profili principali di questa associazione. Il primo, Franco Gigliotti, non è nuovo agli inquirenti. In passato era stato condannato in primo grado nel processo Stige per il reato di associazione mafiosa in quanto organico al clan della ‘Ndrangheta Farao-Marincola.

Il secondo, invece, era al timone dell’azienda Ifc Impianti con Francesco Ingegnoso che aveva tra i clienti anche importanti aziende del settore delle province di Parma e di Reggio Emilia. Nelle prossime settimane saranno verificate anche le posizioni delle altre persone iscritte sul registro degli indagati ma che fino a questo momento non hanno ricevuto nessun mandato di custodia cautelare.

Guardia di Finanza

Operazione della Guardia di Finanza, sequestri per 12 milioni di euro

Nel blitz della Guardia di Finanza sono stati sequestrati beni per 12 milioni di euro presenti sia su conti correnti, depositi ma anche immobili riconducibili agli indagati.

Nella rete degli inquirenti sono finiti 75 immobili, 55 quote societarie e 49 autoveicoli oltre che lingotti d’oro. Un’indagine che potrebbe avere ulteriori risvolti visto che sono 36 le persone iscritte sul registro degli indagati senza nessun mandato di custodia cautelare. Previsti diversi interrogatori con il magistrato. Al termine di questi dovrà decidere se confermare le misure decise dalla Procura oppure cambiare le decisioni prese dagli inquirenti.