Arresti per corruzione a Catania: nove persone arrestate

Catania, nove persone arrestate per corruzione

Arresti per corruzione all’interno dell’Anas di Catania. Nove persone finite in manette nell’operazione chiamata ‘Buchi d’oro’.

CATANIA – Arresti per corruzione a Catania. Nove persone sono finite in manette nell’operazione chiamata ‘Buchi d’oro’. Le indagini fanno riferimento all’esecuzione di lavori di rifacimento delle strade affidati dall’Anas locale. Queste operazioni dovevano riguardare la sostituzione di barriere incidentate e la manutenzione delle opere in verde.

La Guardia di Finanza ha emesso il mandato di custodia cautelare nei confronti di nove persone. Sei di loro sono finite in carcere mentre altri tre ai domiciliari. Nelle prossime ore previsto l’interrogatorio di garanzia per cercare di ricostruire meglio la vicenda.

Le indagini continuano

Le indagini della Procura continueranno anche nelle prossime settimane e non sono esclusi ulteriori mandati di custodia cautelare. In passato, infatti, la Procura ha emesso nove misure restrittive. Il fascicolo è stato aperto sugli appalti che valevano milioni di euro per sostituire le barriere incidentate e la manutenzione del verde.

Al momento le indagini hanno portato al fermo di oltre 10 persone ma il numero potrebbe aumentare nelle prossime settimane. Gli accertamenti, infatti, continueranno per cercare eventualmente di portare alla luce anche il coinvolgimento di altri profili in questa vicenda.

Guardia di Finanza
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La versione della Procura

Il procuratore, Carmelo Zuccaro, in conferenza stampa è entrato nei particolari dell’inchiesta: “Non ci sono stati soggetti – ha sottolineato citato dall’Ansache hanno segnalato i fatti, nonostante le leggi consentono l’anonimato […]. Non vi è dubbio che al di là della sistematica violazione da parte di tutti i vertici, vi è anche una maggiore responsabilità delle stazioni appaltanti perché, quantomeno, l’anomalia dei ribassi avrebbe dovuto indurre a dei maggiori controlli“.

In chiusura del suo intervento il magistrato ha precisato: “Il Paese non può più tollerare questa sistematica spoliazione delle poche risorse pubbliche per avere dei lavori che non soltanto sono fatti male, ma che espongono al rischio la sicurezza degli utenti“.

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ultimo aggiornamento: 30-11-2019

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