Arresto shock a Bergamo: colf accusata di un terribile omicidio

Arresto shock a Bergamo: colf accusata di un terribile omicidio

I dettagli sconvolgenti dell’arresto di una colf 25enne a Bergamo, accusata dell’omicidio di Rosanna Aber.

Bergamo, Rosanna Aber, 77 anni, poco prima della sua tragica scomparsa, aveva espresso l’intenzione di denunciare un furto ai danni del suo conto corrente. La donna, in un colloquio con un’impiegata di un’agenzia di viaggi, aveva rivelato di essere stata vittima del prelievo non autorizzato di ben duemila euro. Questa rivelazione è stata una delle ultime azioni di Aber prima che la sua vita avesse un fatale epilogo.

L’arresto di Krystyna Mykhalchuk

Il caso ha preso una svolta drammatica con l’arresto di Krystyna Mykhalchuk, una 25enne colf, accusata di essere la responsabile della morte di Aber. Secondo le indagini, Aber sarebbe stata spinta dalla finestra della sua abitazione a Colognola (Bergamo). Gli inquirenti hanno ricostruito che, poco prima della tragedia, Aber aveva pagato un viaggio a Tenerife, pianificato con la sorella, parlando con l’impiegata dell’agenzia viaggi dei suoi sospetti riguardanti i mancati soldi.

Il furto del denaro e le sospette circostanze

Rosanna Aber aveva scoperto dei mancamenti nel suo conto corrente. Prima di morire, si era recata in banca dove venne a conoscenza dei prelievi di duemila euro effettuati in tre giorni con il suo bancomat. L’impiegata dell’agenzia viaggi, a conoscenza del fatto, le aveva suggerito di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Aber, convinta della colpevolezza della sua colf, aveva pianificato di procedere con la denuncia nel pomeriggio, insieme alla figlia, soprattutto dopo aver notato la scomparsa di ulteriori duecento euro in casa.

Le intercettazioni della squadra mobile hanno rivelato conversazioni tra Mykhalchuk e suo marito riguardo a 150 euro ricevuti in prestito da Aber, mai restituiti. Nonostante Mykhalchuk abbia sostenuto di aver accompagnato Aber in banca per i prelievi, le registrazioni di una telecamera di sorveglianza e i dati del suo cellulare hanno mostrato incongruenze nelle sue dichiarazioni, aumentando i sospetti sulla sua colpevolezza.

Durante l’interrogatorio di garanzia, Mykhalchuk ha scelto di non rispondere alle domande, limitandosi a dichiarare spontaneamente: “Non ho ucciso nessuno“. Questa affermazione non ha fatto altro che aggiungere mistero a un caso già complesso, in cui i sospetti e le indagini continuano a intrecciarsi in una trama intricata di dubbi e supposizioni.

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