Il Tribunale di Ferrara sull’assegnazione delle case popolari: “Stranieri discriminati”. Ma da parte del sindaco leghista nessun passo indietro.

FERRARA – Il Tribunale di Ferrara si è pronunciato sull’assegnazione delle case popolari e ha accettato il ricorso presentato da due donne. Secondo i giudici, il regolamento deciso dal Comune guidato da Alan Fabbri, politico molto vicino a Matteo Salvini, dovrà essere modificato per discriminatorio nei confronti degli stranieri.

Il ricorso, infatti, era stato presentato perché nelle prime 157 posizioni erano presenti solo italiani. La richiesta è stata accettata ed è stato chiesto al comune di cambiare alcuni passaggi.

Il Comune prepara il ricorso

La battaglia non è ancora finita. “Prendiamo atto della sentenza – ha detto il sindaco Alan Fabbri riportato da La Repubblicama andiamo avanti e resisteremo in giudizio fino all’ultimo grado […]. Il nostro regolamento ristabilisce un principio di equità sociale tra italiani e stranieri che prima mancava […]. Non c’è nessuna discriminazione, anzi a parità di diritti, con il nostro regolamento ad essere valorizzata è la presenza sul territorio dei residente storici e degli stranieri per bene, che si sono integrati in città“.

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Il sindaco di Ferrara: “Nessun passo indietro”

In attesa della fine del percorso giudiziario, il sindaco di Ferrara non ha intenzione di modificare il regolamento dell’assegnazione delle case popolari. “Non ci sarà nessun passo indietro da parte nostra – ha detto Alan Fabbri – abbiamo dato risposte a famiglie che avevano bisogno e ne siamo fieri. I numeri parlano chiaro. In base alla 32esima graduatoria, formata con il parametro della residenzialità, abbiamo già assegnato 82 appartenenti dei quali 79 a famiglie italiane in stato di necessità. Di queste 36 sono formate da persone anziane con reddito minimo, 25 che hanno all’interno disabili e 24 sono nuclei composti da un solo genitore (separato o divorziato) con figli minori“.


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