Assegno di inclusione 2026: arriva la "bordata"
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Direttore: Franco Ferraro

Assegno di inclusione 2026: arriva la “bordata”

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Dal 2026 cambia l’Assegno di inclusione: eliminato il bonus da 500 euro e ridotte le mensilità a 11. Tutti i dettagli.

L’Assegno di inclusione, la misura introdotta per sostenere economicamente le famiglie in difficoltà e che ha preso il posto del Reddito di cittadinanza, subisce una modifica importante con l’arrivo della Legge di Bilancio 2026. Dopo due anni dalla sua introduzione, il governo ha deciso di rendere strutturale il beneficio, consentendo ai nuclei familiari che mantengono i requisiti di richiederlo senza limiti temporali. Questo significa che, dal prossimo anno, sarà possibile ricevere l’assegno anche in modo continuativo, semplicemente presentando una nuova domanda ogni dodici mesi.

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Mani che reggono banconote – newsmondo.it

L’assegno diventa stabile, ma si riduce il sostegno annuale

Nonostante il vantaggio della rinnovabilità illimitata, le famiglie dovranno fare i conti con una novità che inciderà negativamente sul bilancio domestico. A partire dal 2026, viene infatti eliminato il bonus da 500 euro introdotto nel 2025 per compensare il cosiddetto mese di sospensione. Questo bonus permetteva ai beneficiari di non perdere una mensilità durante la pausa obbligatoria tra un periodo e l’altro di erogazione.

Secondo quanto previsto dalla normativa, infatti, l’Assegno di inclusione viene concesso per un massimo di 18 mesi consecutivi. Terminato questo periodo, è necessario inoltrare una nuova domanda, ma solo dal mese successivo all’ultima mensilità ricevuta. Questo comporta un’interruzione automatica di un mese prima che il pagamento riprenda. Nel 2025, questa finestra è stata colmata con un bonus straordinario; dal 2026, invece, quel sostegno economico sparirà.

Cosa significa perdere una mensilità ogni anno

Il risultato concreto di questa modifica è che i beneficiari dell’Assegno di inclusione riceveranno, di fatto, solo 11 mensilità all’anno nei periodi successivi al primo. La nuova normativa mantiene la sospensione di un mese tra un rinnovo e l’altro, ma senza più alcun correttivo o bonus che copra quel vuoto. Ciò avverrà sistematicamente ogni anno, riducendo l’importo complessivo percepito annualmente dalle famiglie.

Anche se il rinnovo non ha più limiti e può essere richiesto ogni 12 mesi per un massimo di 12 mensilità, il meccanismo della sospensione resta invariato. Questa discontinuità, ora non più compensata economicamente, rischia di diventare un punto critico per chi vive già in una situazione precaria.

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ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2026 13:55

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