Assen: un marziano di nome Valentino

Al GP d’Olanda ad Assen vittoria spettacolare di Valentino Rossi che batte Marc Marquez tagliando l’ultima curva sulla ghiaia dopo essere stato sbattuto fuori traiettoria dall’irruento spagnolo.

Si può essere infilati brutalmente all’interno all’ultima curva ad Assen, durante il GP d’Olanda, da uno che di nome fa Marc Marquez, prendere una gran carenata sulla spalla che ti sbatte fuori traiettoria, finire sulla ghiaia, non andare a gambe all’aria come tutti i comuni mortali, ma raddrizzare la moto e tagliare per primi il traguardo? La risposta è sì se l’autore di una simile impresa, che sfida ogni logica, si chiama Valentino Rossi. 36 anni, ma ancora la voglia di correre e vincere per dimostrare al mondo intero, se mai ce ne fosse bisogno, che il più grande di tutti, il marziano capace di numeri funambolici quando meno te l’aspetti, resta ancora e sempre lui. Le capriole sull’erba Vale le ha fatte dopo l’arrivo. Non certo quando i 100.000 di Assen in piedi sulle tribune e gli spettatori a casa in piedi sul divano, lo hanno visto schizzare fuori traiettoria e finire con la sua Yamaha sulla ghiaia. Per una frazione di millesimo di secondo tutti trattengono il fiato. La scivolata pare inevitabile. Invece, il Dottore raddrizza, taglia la curva, controllando la M1 neanche fosse una moto da cross, e passa il traguardo davanti all’incredulo asso spagnolo che si deve accontentare della piazza d’onore, quando credeva di avere ormai la vittoria in pugno.

Correttissimo il numero uno del team Honda Livio Suppo, che ancora prima della pronuncia dei giudici, ha dichiarato che Valentino è stato sì avvantaggiato dal taglio di pista, ma che Marc lo aveva colpito con la carena della sua moto sulla spalla e non poteva quindi fare altrimenti. Pertanto vittoria meritata!

La riprova che nella moderna MotoGP è rimasto vivo lo spirito di genuina sportività di un tempo, perso in altre ben più blasonate discipline. I piloti si battono senza esclusione di colpi, spesso con estrema rudezza, come dimostrato da Marquez ad Assen, ma tutto resta improntato alla massima correttezza e al rispetto dell’avversario. In altri sport un episodio come quello olandese avrebbe dato vita a reclami, recriminazione e chi più ne ha più ne metta. Il duro, maschio e, perché no, violento duello finale tra i due assi della velocità si è invece concluso con una stretta di mano. Bello. Davvero.

La giusta conclusione di una straordinaria corsa per entrambi. Il Professore davanti, l’allievo, altrettanto super titolato dietro, che davano vita per i trequarti della gara a un fantastico, spettacolare balletto incollati l’uno all’altro sul filo dei 200 km/h e oltre, girando sempre più veloci mentre dietro di loro si formava il vuoto. Incolmabile anche per Jorge Lorenzo che ha dovuto accontentarsi della terza posizione, perdendo buona parte dello straordinario recupero ottenuto con le precedenti vittorie a ripetizioni che lo avevano portato a un solo punto dal compagno di squadra. Ora i punti di vantaggio di Rossi sono 10. Le prossime gare promettono scintille.

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ultimo aggiornamento: 27-06-2015

Enzo Caniatti

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