Terrorismo neonazista a Napoli: perquisizioni in tutta Italia

Terrorismo neonazista a Napoli: perquisizioni in tutta Italia

Attacchi a civili e a forze dell’ordine da parte di un’associazione terroristica di matrice neonazista in provincia di Napoli.

Questa mattina all’alba l’intervento della polizia su ordine della Procura di Napoli ha smantellato l’associazione terroristica di matrice neonazista, suprematista e negazionista. Quattro arresti tra le province di Napoli, Caserta e Avellino. L’azione di oggi è il completamento di una grande operazione di antiterrorismo condotta dalla Digos, dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dal Servizio Polizia Postale e Comunicazioni.

C’è anche un’altra persona che risiede a Roma che ha l’obbligo di presentarsi davanti alla polizia giudiziaria per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, mentre altre trenta perquisizioni sia domiciliari che informatiche sono scattate su tutto il territorio nazionale a Milano, Torino, Palermo, Ragusa, Treviso, Verona, Salerno, Potenza, Cosenza, Crotone.

Polizia

I contatti con i gruppi estremisti come il battaglione Azov

Un quinto soggetto è stato raggiunto dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in quanto gravemente indiziato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Tutti gli arrestati fanno parte dell’associazione sovversiva e neonazista “Ordine di Hagal” con sede a Marigliano già oggetto di indagini della Procura di Napoli lo scorso anno.

L’operazione era scattata dopo che dalle intercettazioni erano emerse disponibilità di armi e intenzioni di programmare azioni violente. Un’operazione che portò 26 indagati in tutta Italia. Dalle indagini emerge anche un addestramento paramilitare ricevuto dai militanti neonazisti frequentando anche campi di combattimento all’estero e mantenendo contatti con formazioni ultranazionaliste: tra queste, le formazioni “Centuria”, “Pravi Sector” e il “Battaglione Azov“.

Misure cautelari per i quattro arrestati. Questa sarebbe una vera e propria associazione a delinquere operante anche su siti web finalizzata ad “atti eversivi violenti, istigazione a delinquere, apologia e negazionismo, con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, diretta e idonea a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali nonché quello politico e giuridico dello Stato, avente carattere e finalità neonazista, suprematista e di discriminazione razziale, etnica, e religiosa.”