Aston Martin DB5: quella di 007

L’Aston Martin DB5, deve la sua fama per essere stata scelta dagli sceneggiatori della saga di James Bond per creare la straordinaria vettura super tecnologica da affidare all’agente 007 in Goldfinger.

Anno 1964, a Londra si proietta la prima di Goldfinger di Guy Hamilton, titolo italiano: Agente 007 missione Goldfinger. Tratto dall’omonimo romanzo di Ian Fleming, è il terzo della saga. E conoscerà un successo planetario. Il protagonista, James Bond, magistralmente interpretato
dall’ineguagliabile Sean Connery, diventerà l’icona per eccellenza del cosiddetto filone “spion”. Per la critica, non soltanto inglese, è uno dei film più scoppiettanti.

La fotografia di Ted Moore e le scenografie di Ken Adams contribuiscono molto al risultato finale. Sono soprattutto le trovate mirabolanti a fare di Goldfinger un capolavoro dei film d’azione. Protagonista indiscussa delle scene più spettacolari è un’auto, una Aston Martin in grado di trasformarsi all’occorrenza in una super tecnologica arma letale. Basta agire su leve e pulsanti e dalle frecce anteriori spuntano le canne di micidiali mitragliatrici, dai fari posteriori schizzano getti d’olio, dal bagagliaio si alza uno scudo d’acciaio, i gallettoni dei cerchi ruota si trasformano in rostri per tagliare gli pneumatici avversari e, dulcis in fundo, premendo un pulsante celato nel pomello del cambio si sbalza fuori, attraverso la porzione di tetto apribile, il passeggero dall’abitacolo.

James Bond, magistralmente interpretato da Sean Connery, e la sua straordinaria Aston Martin DB5.
James Bond, magistralmente interpretato da Sean Connery, e la sua straordinaria Aston Martin DB5.

Presto il mondo intero saprà che si tratta della nuova DB5 lanciata pochi mesi prima come erede della DB4, ormai vecchia di sette anni. Nel logo portava la firma di David Brown che aveva acquisito la compagnia nel 1947 creando una holding industriale forte degli stabilimenti automobilistici Lagonda, fabbriche di trattori e di sistemi di trasmissione.

Come per la 4, il design e la carrozzeria furono realizzati in Italia dalla Touring. La vettura era disponibile sia coupé a tettuccio fisso sia decappottabile con tetto rigido amovibile in acciaio. GT di prestigio, esibiva dotazioni di lusso come gli interni in pelle di eccezionale qualità e gli alzacristalli elettrici. Il motore sei cilindri in linea, ispirato a quello da corsa, fu ulteriormente potenziato, passando da 224 a 282 cavalli e poteva spingere la nuova scocca in alluminio disegnata dalla Touring a oltre 250 km/h. Non a caso fu scelta come auto del più famoso agente segreto del mondo.

La Aston Martin DB5 di James Bond fu realizzata in due soli esemplari. Uno fu venduto all’asta a 3.328.000 euro ad un ricco collezionista americano. In seguito venne rubato dal capannone in cui era gelosamente custodito e se ne sono perse le tracce. L’altro, con la celebre targa BMT 216 A, è conservato a Newport Pagnell, luogo sacro per i cultori del marchio inglese. Qui c’è l’atelier specializzato in restauri della Casa e sono custodite le vetture uniche e speciali.

Nel 2011 è servito per realizzare il “clone” da immolare, col trucco, sul set di Skyfall quando i “cattivi di turno” fanno saltare in aria nientemeno che l’adorata Aston Martin di James Bond, ora interpretato da Daniel Craig. A proposito, neanche il clone è stato realmente distrutto. Fu sostituito con un modello in scala 1/3 realizzato dalla Propshop presso i Pinewood Studios nel Buckinghamshire, con una sofisticata tecnica di scanning e stampaggio in 3D. La DB5 è stata restituita, in allestimento Bond, al legittimo proprietario come ringraziamento per aver consentito all’atelier di trasformarla nella favolosa vettura di 007.

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ultimo aggiornamento: 08-07-2015

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