Aston Martin DB9 GT: Secret Mission

l’Aston Martin DB9 GT, presentata a sorpresa al Goodwood Festival of Speed, anticipa l’arrivo nel 2016 della DB11 che, come la mitica DB5, è stata preceduta dall’ultima Aston di 007, la DB10.

In Aston Martin amano da sempre la segretezza e complicare le cose – sono o no le vetture preferite del più celebre agente segreto del mondo? – Dunque non c’è da stupirsi che entrati nell’orbita dei tedeschi della Mercedes – altri che in fatto di segretezza non scherzano – abbiano deciso di depistare i cacciatori di scoop “nascondendo” la vera erede della DB9, prevista per il 2016, dietro a modelli e concept che ne anticipano l’entrata in scena senza rivelarla.

Agli inizi dell’anno ecco apparire sul set dell’ultimo film della saga di 007 una supercar tutta nuova, denominata DB10, si dice disegnata e realizzata specificamente per l’impegno cinematografico. Ad un primo esame, non sembra altro che una Vantage rimodellata e creata appositamente per il film Spectre, che sarà nelle sale il prossimo ottobre. Tuttavia le linee pulite, classiche e nel contempo moderne preannunciano chiaramente quelle delle future Aston, che utilizzeranno powertrain e piattaforme realizzate da Mercedes-AMG, in base all’accordo che ha portato i tedeschi della stella a rilevare il 5% della proprietà della Casa.

A Goodwood nuova sorpresa, debutta la Aston Martin DB9 GT dotata di un V12 di 6.0 litri potenziato. Ora è in grado di erogare 547 CV e 620 Nm di coppia, contro i 510 CV della versione standard, ciò che rende la GT la DB9 più potente di sempre. Scatta da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 295 km/h.

La Aston Martin DB9 GT si distingue dalle altre per la verniciatura nera dello splitter anteriore e del diffusore, per la finitura scura dei gruppi ottici e per i raffinati cerchi in lega da 20″. Inoltre sfoggia pinze freno anodizzate nere e il logo GT sul tappo benzina in alluminio. Tra gli optional sono disponibili un kit aerodinamico e una serie di inserti in fibra di carbonio per i gruppi ottici posteriori. La trasmissione è automatica a sei marce Touchtronic II, mentre le sospensioni elettroniche Adaptive Damping System (ADS) prevedono i settaggi Normal, Sport e Track per consentire la massima adattabilità alle esigenze del guidatore.

Aggiornato l’abitacolo, dove spicca il nuovo infotainment AMi II, evoluzione del sistema presente sulla sorella maggiore Vanquish, con nuovi menù semplificati e funzionalità aggiuntive. Gli interni mantengono l’impostazione 2+2, ma sono stati personalizzati con i loghi GT, con una specifica scelta di pellami e con un pack opzionale che include il volante rivestito in Alcantara. I clienti possono inoltre scegliere tra infinite gamme di colori e materiali per i rivestimenti interni. Tra i numerosi optional c’è anche un volante sportivo ispirato a quello della super esclusiva One-77.

Tornando alla erede della DB9. La Aston Martin ha depositato una lunga serie di trademark, da DB10 a DB14. Con ogni probabilità si chiamerà DB11. Non è la prima volta che la Casa non segue la numerazione logica. Lo fece già proprio con la DB9, sostituì la DB7, ma la sigla DB8 venne scartata. Non è neppure la prima volta che le vetture di scena di James Bond preannuncino e si trasformino in seguito in modelli di serie. La più celebre di tutte, la DB5 del 1964, in realtà era una DB4 V Serie anche se il muso era già quello della futura DB5.

Scopri la vera storia della Aston Martin DB5 di James Bond

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ultimo aggiornamento: 08-07-2015

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