Una ragazza di 26 anni è stata ricoverata a Milano per trombosi cerebrale a poco più di due settimane dalla vaccinazione con AstraZeneca.

Nuovo caso di trombosi cronologicamente riconducibile ad AstraZeneca in Italia, dove una ragazza di 26 anni è stata ricoverata in ospedale a poco più di due settimane di distanza dalla vaccinazione.

Milano, ragazza di 26 anni ricoverata per trombosi cerebrale: aveva fatto il vaccino con AstraZeneca

La ragazza di 26 anni è ricoverata presso il Policlinico di Milano nel reparto di Rianimazione. Il ricovero è avvenuto per una trombosi cerebrale a poco più di due settimane di distanza dalla somministrazione del vaccino AstrsaZeneca. Fortunatamente la giovane è in buone condizioni e reagisce alle cure.

Ambulanza
Ambulanza

Al momento non ci sono prove di un nesso causale con la somministrazione del vaccino

Dall’ospedale milanese si invita alla massima prudenza, evidenziando come al momento non ci siano le prove di un nesso causale tra la somministrazione del vaccino e il ricovero per trombosi cerebrale. Proprio le tempistiche devono spingere ad un’analisi. Nei casi che si ritengono collegati ad AstraZeneca, gli eventi avversi di questo tipo si sono manifestati entro le due settimane dalla somministrazione del vaccino. Principalmente a nove giorni di distanza dalla vaccinazione. In questo caso i tempi sono più lunghi, anche se di poco.

Medico Ospedale
Medico Ospedale

La posizione dell’Ema su AstraZeneca

Di fatto è la stessa posizione espressa dall’Ema in occasione dell’ultima valutazione sui casi di trombosi cronologicamente riconducibili al vaccino. L’Agenzia europea ha reso noto che si ritiene probabile un nesso tra i casi di trombosi cerebrale e AstraZeneca ma che al momento non emergono fattori di rischio specifici. Inoltre la percentuale di casi avversi è molto bassa e i benefici superano di gran lunga i rischi. In sintesi, quello di AstraZeneca deve essere considerato come un vaccino sicuro ed efficace.

Vaccino Covid AstraZeneca
Vaccino Covid AstraZeneca

La posizione dell’Italia

Alla luce della valutazione dell’Ema, le autorità sanitarie italiane hanno deciso di non vietare la somministrazione del vaccino agli under 60 ma di raccomandare la somministrazione in via prioritaria agli over 60. Questo per due motivi: in primo luogo perché tra gli over 60 gli eventi avversi sono inferiori all’atteso, quindi al previsto, e in secondo luogo perché è priorità del governo vaccinare in tempi brevi i soggetti fragili.

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ultimo aggiornamento: 14-04-2021


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