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Attacco aeroporto Lipsia: "Sospettato aveva visto italiano"
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Attacco aeroporto Lipsia: “Sospettato aveva visto italiano”

zona dell'aeroporto chiusa

Sarebbero stati fermati due sospettati per quanto accaduto all’aeroporto di Lipsia. Continua la tensione tra Germania e Russia e non solo.

La tensione tra Germania e Russia sembra aver raggiunto un nuovo livello dopo le indagini sull’attacco con droni avvenuto nei pressi dell’aeroporto di Lipsia/Halle. Gli investigatori tedeschi avrebbero infatti individuato due persone sospettate di avere legami con la Russia e di essere coinvolte nell’operazione. Una di queste avrebbe avuto un visto italiano.

Una pista d'atterraggio illuminata dai colori caldi del tramonto.
Pista d’aeroporto che si estende verso l’orizzonte al calare del sole. – newsmondo.it

Attacco aeroporto Lipsia: due sospettati fermati

Secondo quanto riportato da Sueddeutsche Zeitung, Ndr e Wdr, uno dei due uomini sarebbe di origine russa, ma in possesso di un passaporto lettone. L’altro sarebbe invece bielorusso e avrebbe cittadinanza russa. Proprio quest’ultimo sarebbe già conosciuto dalle autorità per reati commessi nei Paesi baltici.

Gli investigatori tedeschi avrebbero ricostruito i suoi spostamenti, scoprendo che era entrato nello spazio Schengen attraverso un visto turistico. Il documento, secondo le informazioni citate da Tagesschau e attribuite a Ndr, Wdr e Sueddeutsche Zeitung, sarebbe stato rilasciato dalle autorità italiane a Minsk alla fine di aprile.

Le posizioni di Ue e Berlino

La vicenda ha suscitato la reazione di Kaja Kallas, alta rappresentante dell’Unione europea. Nel corso della discussione sull’Ucraina, Kallas ha ricordato le richieste di limitare il rilascio dei visti turistici ai cittadini russi e bielorussi. Sulla presunta concessione del visto italiano, ha precisato che spetterà alle autorità tedesche verificare e confermare o smentire l’informazione.

Il secondo sospettato avrebbe avuto invece un ruolo nella logistica dell’operazione e avrebbe agito anche come istruttore. Secondo i media tedeschi, sarebbe arrivato in Germania alla fine di luglio passando dall’aeroporto di Berlino-Brandeburgo, per poi dirigersi in Sassonia con un’auto presa a noleggio. Due giorni prima del fallito attacco avrebbe lasciato nuovamente il Paese in aereo.

A permettere agli investigatori di risalire ai due uomini sarebbero state diverse tracce di Dna raccolte sul luogo dell’attacco e nelle zone vicine allo scalo. Materiale biologico sarebbe stato individuato su un drone, all’interno di una lattina contenente esplosivo e su un’antenna installata su un albero nei pressi dell’aeroporto.

Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere l’ipotesi che nell’operazione siano stati impiegati più droni rispetto a quanto inizialmente ritenuto. Finora ne sarebbero stati trovati tre, alcuni integri e altri parzialmente danneggiati.

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ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2026 17:56

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