Attentato a un oleodotto in Libia, il prezzo del petrolio sale

Le fonti militari della Libia attribuiscono all’Isis la paternità dell’esplosione che ha danneggiato l’oleodotto nei pressi di Marada. La produzione è crollata di oltre quattro volte. A New York il greggio è salito a 60 dollari al barile.

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LIBIA – Un oleodotto situato in Cirenaica, che porta il petrolio al terminal di Sidra sulla costa mediterranea, ha subito un forte danneggiamento a causa di una esplosione che con molta probabilità è stata causata da un attentato. La zona è sotto il controllo del generale Haftar e secondo una fonte dell’esercito nazionale libico la responsabilità dell’esplosione è da attribuire alle Brigate di Difesa di Bengasi, facenti parte dell’Isis: “Testimoni hanno visto due jeep vicine alla zona poco prima dell’esplosione e noi crediamo che stessero piazzando l’esplosivo“.

Oleodotto strategico

L’oleodotto situato non lontano da Marada è uno dei due principali della Libia. Esso appartiene appartiene alla compagnia Waha Oil, una joint venture tra la compagnia nazionale petrolifera Noc (National Oil Corporation), Hess, Marathon Oil e ConocoPhillips. A pieno regime, la produzione giornaliera è di 260.000 barili di petrolio al giorno: dopo l’attentato il pompaggio del terminale è stato immediatamente interrotto; poi, si è ripreso a produrre ma appena 60.000-70.000 barili quotidiani.

Nel frattempo, il prezzo del greggio alla Borsa di New York è cresciuto di quasi il 2,50% arrivando a toccare i 59,90 dollari al barile, ai massimi dalla metà del 2015.