Bonafede: “Lo Stato non indietreggia nella lotta alla criminalità organizzata”

Bonafede: “Lo Stato non indietreggia nella lotta alla criminalità organizzata”

L’audizione del ministro Bonafede in commissione Giustizia alla Camera.

ROMA – In audizione in commissione Giustizia alla Camera il ministro Bonafede ha assicurato che “lo Stato non indietreggia nella lotta alla criminalità organizzata” ribadendo come “si iniziano a vedere i primi effetti dei decreti approvati“.

L’audizione del ministro Bonafede

Il ministro nell’audizione è ritornato sulle misure adottate durante l’emergenza coronavirus: “Quanto deciso ha permesso di scongiurare nella fase 1 la diffusione massiva del contagio nelle carceri italiane. Ad oggi sono 110 i detenuti positivi al coronavirus, 3 sono i ricoverati e 98 guariti. Purtroppo deve essere segnalato il decesso di una persona“.

Bonafede ha aggiunto che “il primo obiettivo doveva essere quello di chiudere le porte del carcere al virus, intervenendo in maniera sistematica sui possibili veicoli di trasmissione dello stesso all’interno degli spazi detentivi“.

Sui colloqui ha precisato: “Le limitazioni si inseriva nel quadro complessivo dell’emergenza epidemiologica. Ci tengo a sottolineare questa misura successivamente è stata presa anche dagli altri Stati europei come Francia, Spagna e Grn Bretagna“.

fonte foto https://www.facebook.com/Alfonso.Bonafede.M5S/

Bonafede: “498 detenuti non più ristretti negli Istituti penitenziari”

Il ministro Bonafede si è soffermato anche sui detenuti al regime 41/bis: “Gli ultimi aggiornamenti ci consegnano il risultato di 498 detenuti (di cui quattro detenuti con misure detentive più restrittive) non più negli Istituti penitenziari. Di questi 253 in attesa di giudizio sono agli arresti domiciliari, 195 in detenzione domiciliare, 35 affidati al servizio sociale, 5 in forza della legge 199/20120 e 6 ai sensi del Cura Italia“.

Si registra – ha concluso il Guardiasigilli – che alla data del 2 marzo 2020, picco massimo, la popolazione carceraria era di 61.235 reclusi, mentre alla data del 12 maggio 2020 risultano in carico agli istituti di detenzione 53.524 persone, di cui 52.712 effettivamente presenti“. Numeri destinati ad aumentare nei prossimi giorni visto che i magistrati dovranno valutare la possibilità di riportare in cella i boss scarcerati.

Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/Alfonso.Bonafede.M5S/