Auto: un amore infinito

I veri appassionati sanno bene che di un’auto ci si può innamorare. Come l’amore tra due persone bisogna però saperlo ravvivare ai primi sintomi di stanchezza.

L’amore tra due persone è una cosa meravigliosa. Il primo incontro, il primo sguardo, il desiderio che esplode e scombussola i sensi. Poi però gli anni passano e proprio il desiderio affievolisce, lentamente, ma inesorabilmente, in tempi più o meno lunghi, si sprofonda nella consuetudine della normalità. Ovvio che per fortuna esistono le eccezioni, ma sono appunto “eccezione”, la norma è tutt’altra cosa.

Con l’auto è un po’ lo stesso, quando la vedi la desideri, non sogni altro che possederla. L’acquisti e ti sembra di toccare il cielo con un dito. I primi giorni passi il tempo ad ammirala. Sfiori con le dita la carrozzeria, lucida e liscia come uno specchio. Ogni volta che apri la portiera ti inebri al profumo di “nuovo” dell’abitacolo. Sono sensazioni sottili ed appaganti che tutti i veri appassionati conoscono.

Mi vengono in mente i grandi del Futurismo che seppero per primi tradurre in ode la bellezza dell’automobile. Tommaso Filippo Marinetti nel suo celebre Manifesto la paragonò alla bellezza della statua della Nike (in greco dea della Vittoria) di Samotracia che accoglie i visitatori all’ingresso del Louvre. Per colpire i suoi contemporanei Marinetti, al 4 punto del Manifesto scrisse: «Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia» L’auto è volutamente declinata al maschile per esaltarne forza, bellezza e potenza.

L’amico Corrado Lopresto, sommo collezionista di esemplari unici dei grandi carrozzieri italiani, confessa, nel racconto del ritrovamento, che quando vide il muso dell’Alfa Romeo 1900 SS Zagato spuntare tra il ciarpame gli tremarono le gambe. Grazie ad amorevoli cure è riuscito a recuperare il favoloso esemplare di un tempo, capace ancora di emozionare con il suo incredibile fascino.

Tuttavia gli anni passano, il grande amore affievolisce. La carrozzeria si avvizzisce, diventa opaca e mostra i segni del tempo. Gli interni non hanno più quel buon “profumo di nuovo”. Questo ovviamente non avviene per le vetture da collezione trattate e conservate come preziose opere d’arte. Ben diversa la vita di un’auto “normale”, esposta agli agenti atmosferici e all’uso quotidiano. Nonostante ciò la vecchia fiamma è solo sopita, si pensa con nostalgia a quanto sarebbe bello ritrovare quelle sensazioni ormai perdute. Noi umani per tornare in forma e recuperare il tempo perduto abbiamo a disposizione le Spa e le sedute di lifting, le auto ora possono ricorrere al Car Detailing. Cos’ è? Clicca e scoprilo.

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ultimo aggiornamento: 14-03-2015

Enzo Caniatti

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