Continua a diffondersi il problema delle baby gang. La mamma di una ragazzina: “Mia figlia accerchiata, l’hanno picchiata a turno”.

La piaga delle baby gang si sta diffondendo a macchia d’olio. Soltanto a Modena ci sono state ben 21 denunce a febbraio. “Le nostre figlie sono state umiliate, picchiate, derise, denigrate. Ci chiediamo soltanto: verranno davvero puniti i responsabili?”. Sono queste le denunce delle madri delle giovani vittime dei giovani criminali, riportate su Quotidiano.net.

Si tratta di bande composte da ragazzini, che conducono pestaggi e reati vari. 21 minorenni sono stati denunciati. Grazie all’aiuto dei genitori delle vittime di pestaggi e minacce, la polizia è riuscita a riscostruire numerosi episodi di violenza messi in atto dalle baby gang. In seguito le forze dell’ordine hanno portato a termine denunce e arresti. 

I giovani criminali spesso sono responsabili di reati anche gravi. Soltanto a febbraio ben 21 minorenni sono stati denunciati. Molte baby gang sono state sgominate anche grazie all’aiuto degli assistenti sociali, che spesso hanno in carico alcuni minori indagati per i reati.

Anche i docenti delle scuole in cui frequentano i ragazzi colpevoli hanno svolto un ruolo fondamentale nelle indagini. Alcuni genitori delle vittime, in alcuni casi ragazzine di appena 13 anni, hanno espresso la loro rabbia nei confronti di questi criminali durante un’intervista su Quitodiano.net.

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I racconti delle madri delle vittime

“Nostra figlia è rimasta coinvolta in due episodi il primo dei quali la nota maxi rissa in stazione. Senza alcun motivo il gruppo dei Daisan aveva iniziato ad insultare la migliore amica di nostra figlia e aveva cercato di picchiarla. Non c’erano stati screzi o diverbi: l’avevano presa di mira e nostra figlia aveva cercato di difenderla.” 

Il racconto continua: “Nonostante le minacce nostra figlia è riuscita a fuggire ma il giorno dopo quando è uscita con la sorella e il cane per fare una passeggiata in centro, le appartenenti ai Daisan l’hanno riconosciuta. All’improvviso hanno iniziato a rincorrerle per le strade del centro, minacciando di picchiarle e le mie figlie si sono salvate solo perché si sono rifugiate nell’enoteca di via Vittorio Emanuele e ci hanno chiamato.”

Carabinieri

E continua: “Quando siamo arrivati c’erano 40 ragazzini che gridavano: ‘uscite, poi vedete che cosa vi facciamo’. Non è possibile che mia figlia non possa passeggiare in centro senza rischiare di essere ‘pestata’ da ragazzini violenti, che non hanno niente da fare. Dopo quell’episodio si appostavano sotto casa nostra, come per dire: ’Vi teniamo d’occhio’. Fortunatamente la polizia è intervenuta”. 

Il racconto di un’altra mamma: “Mia figlia veniva insultata già nei corridoi della scuola dai componenti della gang e parliamo delle scuole medie. La polizia è stata brava: ha avuto la pazienza e la costanza di ascoltare tutti e di chiudere le indagini ma il vero problema in Italia sono le leggi. Sanno di essere minorenni e sanno che, tanto, a loro non capiterà nulla.”

La mamma della vittima conclude: “Questa gang è stata creata da filippini. Poi sono entrati nordafricani e insieme sono diventati padroni del centro. Mia figlia così come uno dei suoi migliori amici sono stati accerchiati e picchiati.” 

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ultimo aggiornamento: 31-08-2022


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