Alta tensione in Aula con una serie di insulti espressi a voce alta. Cosa è accaduto tra Bakkali e Ravetto e perché. Il video.
Scontro infuocato alla Camera tra Laura Ravetto e Ouidad Bakkali. La vicenda, avvenuta nelle scorse ore, è partita dopo che la deputata del Pd ha letto una serie di insulti ricevuti online sotto la foto pubblicata della sua partecipazione alla manifestazione antifascista di sabato a Roma contro la remigrazione, tema portato avanti dai “vannacciani” ai quali si è recentemente unita proprio la Ravetto.

La denuncia della Bakkali contro i “vannacciani”
Laura Ravetto e Ouidad Bakkali si sono “spiegate” a suon di insulti. Ebbene sì, perché alla Camera si sono vissuti attimi di forte tensione tra la nuova esponente di Futuro Nazionale e la deputata del Pd. A far scoppiare la lite è stata la denuncia fatta in aula dalla Bakkali che ha letto gli insulti ricevuti online (oltre 13.500 commenti) sotto la foto pubblicata della sua partecipazione alla manifestazione antifascista di sabato a Roma contro la remigrazione.
“Fossa comune per te e la tua famiglia”, ha detto. “A casa zingara; la beduina ha parlato; topo di fogna; una che riproduce maranza; disinfestazione; dimmi tu ’sta mao mao; scimmia remigra con loro, maledetta; gli piace proprio farsi stuprare […]”.
La Bakkali ha quindi aggiunto: “Le parole sono lame ela violenza è reale e dagli schermi di un telefono è un attimo che divampi come un incendio estivo impossibile da spegnere”.
La replica di Laura Ravetto in aula
A stretto giro è arrivata la replica di Laura Ravetto che, per rispondere alla collega, ha letto, elencandoli, i commenti fatti su un suo post sui social. Anche lei, a quanto pare, è stata vittima di odio in quanto “sono passata con il generale Vannacci e so io da dove vengono questi insulti”. La Ravetto ha ricevuto offese come “cocainomane“, “zoccola“, “muori”. “Quando chiedete rispetto, dovete darlo prima”, ha aggiunto rivolgendosi alle opposizioni e facendo capire che, a quanto pare, per varie circostanze, nessuno è immune da certi trattamenti eccessivi e sbagliati.