Omicidio ai danni di una bambina di tre anni, trovata morta in casa a Tortona. La madre è stata arrestata. Cosa filtra.
Una bambina di poco più di tre anni è stata trovata senza vita nell’abitazione in cui viveva con la madre, a Tortona, in provincia di Alessandria. La tragedia si è consumata in un alloggio di social housing in via Baluardo. Al momento del ritrovamento, in casa era presente soltanto la madre, di nazionalità ucraina, che è stata ascoltata dal magistrato di turno e successivamente arrestata.

Bambina di tre anni trovata morta in casa
Una terribile vicenda è emersa in queste ore a Tortona, in provincia di Alessandria. Una bimba di poco più di tre anni è stata rinvenuta morta in casa. All’interno dell’abitazione c’era solo la mamma. Secondo le prime ricostruzioni, riportate dal Corriere della Sera e altri organi di stampa, sarebbe stata lei ad accoltellare la figlia. Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione quanto accaduto e accertare le responsabilità.
Le indagini e la situazione in famiglia
Dietro la vicenda ci sarebbe una situazione familiare particolarmente difficile, segnata dai contrasti tra la madre e il padre della piccola, di origini italiane. La donna avrebbe ottenuto l’affidamento esclusivo della figlia, ma durante una recente udienza in tribunale sarebbe stato avviato un percorso finalizzato a favorire il riavvicinamento della bambina al padre. Questa prospettiva avrebbe provocato un forte turbamento nella madre. Si tratta di elementi che dovranno essere approfonditi nell’ambito degli accertamenti.
La donna e la figlia erano seguite dai servizi sociali del Cisa, il Consorzio intercomunale servizi assistenziali, che è intervenuto per sostenere il nucleo familiare in una condizione di difficoltà economica e abitativa.
In una nota, il Cisa ha spiegato che il servizio era stato attivato dopo una denuncia presentata dalla madre per presunti maltrattamenti da parte del compagno, avvenuti quando la bambina aveva un anno ed era presente. L’intervento aveva previsto un sostegno economico e abitativo, oltre ad azioni educative rivolte a entrambi i genitori.
L’obiettivo, precisano dal Consorzio, era anche quello di favorire il recupero della genitorialità paterna e offrire un supporto complessivo alla famiglia. Durante gli incontri, aggiungono i servizi sociali, non erano emersi segnali che facessero ipotizzare rischi per la sicurezza della minore o comportamenti materni riconducibili al tragico epilogo.